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Accetto i termini e condizioni della Fondazione Ermanno Casoli

19 dicembre 2025
GREETINGS BY GIOVANNI TERMINI | NATALE 2025

Giovanni Termini, 2025

 

“Se l’opportunità non bussa costruisci una porta.”

Una tradizione quella del biglietto di auguri d’autore per la Fondazione Ermanno Casoli, affidato quest’anno all’artista Giovanni Termini.

La sua ricerca artistica indaga la relazione tra materia, forma e spazio, attraverso installazioni che evocano ambienti di lavoro, cantieri e architetture transitorie. Attraverso l’utilizzo di materiali grezzi o prelavorati – come ferro, legno, compensato e cemento – Termini rielabora oggetti comuni, sottraendoli al loro contesto originario e trasformandoli in elementi carichi di significato simbolico e poetico.
In continuità con Dietro ai miei occhi, titolo dell’installazione ideata da Termini per l’undicesima edizione di E-STRAORDINARIO for Kids, troviamo il riferimento ad un’opera diventata iconica dell’artista: La Disciplina delle Eccezioni (2025).

Un maniglione antipanico, che suggerisce una soglia ma non apre nulla, è fissato su un muro e ingloba una fascia di legno curvata. Lo stesso dispositivo che era stato dato ai bambini come suggestione per esplorare, attraverso il gioco, ciò che si cela oltre una porta serrata o un muro invalicabile.
La soglia diventa così il luogo della creatività in cui ciascuno può immaginare ciò che vuole, come hanno fatto i bambini  rappresentando con pastelli, acrilici e altri materiali vari, ciò che si nasconde “dietro ai propri occhi”.
La porta diventa, così, il simbolo del passaggio, della scoperta e della possibilità di guardare oltre ciò che è visibile, ma anche del coraggio di affrontare l’incognito e il futuro.

Varcando la soglia immaginaria suggerita dal maniglione rosso smaltato del biglietto appare una  citazione del comico statunitense Milton Berle: “Se l’opportunità non bussa costruisci una porta”.

Un augurio per trovare sempre la forza, il coraggio e l’ironia per superare gli ostacoli anche attraverso la fantasia, la creatività e, perché no, l’arte.

13 ottobre 2025
A che gioco giochiamo. Una conversazione su arte, gioco e formazione

La Fondazione Ermanno Casoli presenta mercoledì 29 ottobre alle ore 17.30 presso l’Auditorium Elica a Fabriano A che gioco giochiamo, una conversazione aperta al pubblico dedicata al rapporto tra arte, gioco e formazione.

L’incontro nasce come un talk dinamico e interdisciplinare che mette in dialogo esperienze e visioni diverse sul potere del gioco come strumento educativo, creativo e sociale 

Il titolo richiama il celebre saggio di Eric Berne, padre dell’analisi transazionale, e sottolinea come il gioco sia un dispositivo capace di svelare dinamiche relazionali, stimolare consapevolezze, espandere la creatività. Secondo il filosofo olandese Johan Huizinga, nel suo celebre saggio Homo Ludens, la cultura stessa nasce dal gioco. L’arte, in questa prospettiva, è una delle sue manifestazioni più alte: non solo perché coinvolge regole, rituali e cornici simboliche, ma perché implica un “far finta”, una sospensione del reale che permette di dire l’indicibile, di mostrare l’invisibile.  

Attraverso le prospettive di artisti, professionisti della cultura e rappresentanti del mondo aziendale, la conversazione moderata da Marcello Smarrelli, Direttore Artistico della Fondazione Ermanno Casoli, vedrà la partecipazione di Alfio Albani, Presidente della Fondazione Chiaravalle Montessori, che porterà il punto di vista della pedagogia montessoriana, secondo cui il gioco è un processo consapevole e formativo, parte integrante della crescita e della costruzione dell’identità del bambino; Manuela Alessandrini, responsabile del Dipartimento Educazione del Museo Tattile Statale Omero, che illustrerà come il gioco possa trasformarsi in un’esperienza sensoriale e inclusiva attraverso l’arte tattile e i laboratori creativi; Deborah Carè, Chief Human Resources Officer di Elica, che racconterà come l’utilizzo della metafora del gioco nella formazione aziendale è molto più di una metodologia didattica, è un approccio trasformativo che unisce emozione, esperienza e apprendimento: dalle attività di co-creazione con artisti nei progetti promossi dalla Fondazione Ermanno Casoli, fino ai percorsi di gamification per neoassunti in cui i partecipanti devono gestire un’azienda virtuale affrontando problemi realistici in un contesto protetto; Patrick Tuttofuoco, artista, che mostrerà come il gioco possa diventare energia pura, infatti le sue installazioni, immersive e pop, trasformano spazi in esperienze collettive vicine all’immaginario del videogioco; infine, Saverio Verini, Direttore dei Musei Civici di Spoleto, che approfondirà il tema dell’infanzia come territorio complesso, uno spazio di scoperta e creatività, ma anche di inquietudini e regole da trasgredire, esplorato da molti artisti contemporanei con opere di grande intensità. 

In occasione dell’evento verrà inoltre presentato il video dell’XI edizione di E-STRAORDINARIO for Kids, realizzata con l’artista Giovanni Termini, che racconta la nascita di Dietro ai miei occhi, un’opera collettiva che simboleggia il passaggio, la scoperta e la possibilità di guardare oltre ciò che è visibile. 

L’incontro si inserisce nel programma di valorizzazione del progetto E-STRAORDINARIO for Kids, sostenuto nell’ambito dell’Accordo per la Coesione della Regione Marche 2021 – 2027 (Delibera Cipess n. 24/2024) – Fondo di Rotazione.

[Leggi il comunicato stampa]

31 luglio 2025
È online FEC Digital Collection!

La Fondazione Ermanno Casoli è lieta di annunciare il lancio della FEC Digital Collection, la nuova piattaforma dedicata alla fruizione online delle opere realizzate nell’ambito del Premio Ermanno Casoli, accessibile all’indirizzo www.fecdigitalcollection.org 

Il Premio Ermanno Casoli è uno dei più importanti riconoscimenti internazionali dedicati al rapporto tra arte e impresa, promosso dalla Fondazione Ermanno Casoli, istituzione che dal 2007 ha messo a punto un metodo che porta l’arte contemporanea nelle aziende come strumento di formazione e innovazione. Le opere del Premio Ermanno Casoli nascono dalla condivisione del processo creativo tra artisti e dipendenti, diventando patrimonio delle aziende che hanno scelto di sperimentare questo metodo. Prima tra tutte Elica, azienda italiana leader globale nei sistemi aspiranti da cucina e principale sostenitrice della FEC. 

Curata da Marcello Smarrelli, Direttore Artistico della Fondazione Ermanno Casoli, la FEC Digital Collection si configura come un vero e proprio museo, progettato dallo studio di architettura Salottobuono e realizzato in collaborazione con Studio Visuale e Metaverso. L’innovativo progetto è risultato vincitore del bando TOCC – Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Next Generation EU. 

L’obiettivo della piattaforma è riunire in un unico spazio digitale questa collezione diffusa, rendendola accessibile a un pubblico sempre più ampio e superando i limiti fisici grazie alle potenzialità della tecnologia. 

FEC Digital Collection è fruibile da qualsiasi dispositivo e compatibile con i principali visori per la realtà virtuale. Gli utenti possono esplorare le opere in modo intuitivo e interattivo attraverso fotografie, video e contenuti audio che ripercorrono il processo creativo di ogni artista. Grazie alla digitalizzazione in 3D con tecnologia Gaussian Splatting, è possibile avere un rapporto immersivo con una selezione di opere. 

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità: la piattaforma include filtri per migliorare la leggibilità per persone ipovedenti o daltoniche, sottotitoli attivabili nei video, contenuti in LIS – Lingua dei Segni Italiana, ed è compatibile con tecnologie assistive, garantendo un’esperienza autonoma anche agli utenti che utilizzano strumenti di supporto alla navigazione. 

FEC Digital Collection rappresenta la naturale evoluzione del Museo Premio Ermanno Casoli 1998-2007, inaugurato nel 2019 all’interno del Complesso monumentale di Santa Lucia a Serra San Quirico (AN), che accoglie le opere delle prime dieci edizioni del Premio. 

Con FEC Digital Collection la Fondazione Ermanno Casoli propone uno strumento innovativo e in linea con le più attuali teorie e pratiche museali in materia di valorizzazione e diffusione dell’arte contemporanea, portando un patrimonio artistico unico nel suo genere in una nuova dimensione digitale, accessibile, senza barriere e aperta a tutti. 

[Visita la piattaforma]

[Leggi il comunicato stampa]

[Guarda gli approfondimenti video]

18 luglio 2025
Studio per cementare uno spettro: Inaugurata l’opera di Edoardo Piermattei per il Future Campus Fabriano

L’ingresso di Fabriano Industry diventa un grande affresco: oltre 150 ragazzi e ragazze del Future Campus della città, con l’artista Edoardo Piermattei, realizzano “Studio per cementare uno spettro”.

Inaugurata ieri l’opera collettiva, promossa da Confindustria Ancona e Fondazione Ermanno Casoli e curata da Marcello Smarrelli. Un’iniziativa che fonde creatività giovanile, patrimonio artistico e innovazione d’impresa.

[Leggi il comunicato stampa]

11 luglio 2025
Inaugurazione “Studio per cementare uno spettro” di Edoardo Piermattei

Confindustria Ancona e la Fondazione Ermanno Casoli presentano Studio per cementare uno spettro (2025, cemento pigmentato, 340 x 180 cm), opera d’arte collettiva realizzata dall’artista Edoardo Piermattei (Ancona, 1992) nell’ambito del workshop Ho conosciuto Giotto e Giotto ha conosciuto me, a cura di Marcello Smarrelli, per la quarta edizione del Future Campus Fabriano. L’opera site-specific e permanente è stata progettata per la sede di Fabriano Industry e sarà inaugurata mercoledì 16 luglio alle ore 17.

L’opera è composta da 153 cementine realizzate sotto la guida di Piermattei dagli oltre 150 ragazzi e ragazze del comprensorio fabrianese (15-18 anni), partecipanti al Future Campus Fabriano, un percorso formativo ideato dal Comitato Territoriale Fabrianese di Confindustria Ancona con l’obiettivo di far conoscere il territorio e le sue aziende, aiutando i giovani a prendere consapevolezza dei propri talenti e a orientarsi nel loro futuro.

Il progetto rappresenta un ponte tra passato e presente, tra patrimonio e innovazione, lasciando una traccia visibile dell’esperienza formativa vissuta dai ragazzi e testimoniando il profondo legame tra cultura, imprenditorialità e creatività che caratterizza il territorio fabrianese.

INFORMAZIONI
Fabriano Industry 
c/o BPER banca, Piazza Giambattista Miliani 16, Fabriano
Tel. 07129048279
Inaugurazione: mercoledì 16 luglio ore 17
Apertura straordinaria: dal 17 al 23 luglio dalle 9 alle 19
Orari di apertura ordinari: martedì e giovedì dalle 10 alle 13, dalle 16 alle 19

12 giugno 2025
Inaugurazione “Inhalatorium” di Cezary Poniatowski

La Fondazione Ermanno Casoli annuncia l’inaugurazione di “Inhalatorium”, l’opera site-specific di Cezary Poniatowski realizzata per la XXIII edizione del Premio Ermanno Casoli, a cura di Jakub Gawkowski e Marcello Smarrelli. L’opera d’arte sarà presentata il 14 giugno nello stabilimento di Elica Group Polska a Jelcz-Laskowice in Polonia, come parte delle celebrazioni del suo 20° anniversario.

“Inhalatorium” è una grande installazione scultorea composta da materiali eterogenei, progettata e realizzata insieme ai dipendenti dell’azienda, in sintonia con l’obiettivo della Fondazione Ermanno Casoli, che dalla sua istituzione promuove il dialogo tra arte e impresa.

«Il progetto ideato da Poniatowski per la comunità di Elica Group Polska – spiega Marcello Smarrelli, Direttore Artistico della Fondazione Ermanno Casoli – si basa su una convinzione centrale nella missione della Fondazione: utilizzare l’arte contemporanea come strumento educativo e metodologico capace di migliorare l’ambiente di lavoro, innescando processi innovativi. Inhalatorium non è un semplice oggetto da contemplare, ma un dispositivo che ridefinisce la dimensione sociale dell’azienda, rafforzando il senso di appartenenza e la connessione tra le persone. Negli anni abbiamo realizzato interventi analoghi anche in altri stabilimenti del gruppo Elica e di altre grandi multinazionali, facendo agire l’arte come attivatore di dialogo, confronto e riflessione. La nuova installazione si inserisce a pieno titolo in questo percorso, rinforzando la visione internazionale di Elica e il suo modo unico di promuovere l’arte con il suo potenziale trasformativo a beneficio delle comunità coinvolte.»

Leggi il comunicato stampa.

5 marzo 2025
PREMIO ERMANNO CASOLI XXIII EDIZIONE

La Fondazione Ermanno Casoli annuncia il vincitore della XXIII edizione del Premio Ermanno Casoli, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali dedicati al rapporto tra arte e impresa. Il premio è stato assegnato all’artista polacco Cezary Poniatowski che realizzerà un’opera d’arte site-specific per lo stabilimento di Elica Group Polska, la sede di Elica a Jelcz-Laskowice in Polonia, che quest’anno celebra il suo ventesimo anniversario. Il progetto è a cura di Jakub Gawkowski e Marcello Smarrelli. 

Nella sua pratica artistica, Cezary Poniatowski trasforma materiali e oggetti di uso quotidiano in composizioni scultoree. Traendo ispirazione dalle storie, dalle emozioni e dai ricordi legati alla cultura materiale, l’artista crea opere che risultano familiari e inquietanti allo stesso tempo. “La ricerca di Poniatowski indaga il modo in cui la percezione plasma il significato, come riconosciamo forme familiari in composizioni astratte e come i materiali legati a funzioni domestiche o di uso comune possano assumere una valenza culturale ed emotiva. Questo approccio alla scultura e alle sue relazioni con lo spazio lo colloca tra le voci più interessanti della scena artistica internazionale” – afferma Jakub Gawkowski, co-curatore di questa edizione del Premio Ermanno Casoli.

Marcello Smarrelli, Direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli, aggiunge: “Il Premio Ermanno Casoli ha sempre avuto l’obiettivo di favorire il dialogo tra arte e impresa, utilizzando il linguaggio universale dell’arte per ispirare nuove prospettive e modi di pensare. Lo facciamo in tutti i paesi in cui Elica opera, diffondendone i valori a livello globale e rafforzando il profondo legame tra creatività e innovazione. Grazie alla sua pratica artistica che affronta questioni cruciali quali la condizione umana e il suo rapporto con la tecnologia e l’ambiente, siamo certi che il contributo di Cezary Poniatowski avrà un impatto profondo e duraturo sull’azienda e sui suoi dipendenti.”

Partendo da queste considerazioni, Cezary Poniatowski è stato invitato a ideare un progetto site-specific per lo stabilimento di Elica Group Polska che, come caratteristico del Premio Ermanno Casoli, coinvolgerà direttamente i dipendenti nella creazione di un’opera d’arte permanente. L’intervento di Poniatowski si concentrerà su una funzione vitale come il respiro, sia come processo fisiologico sia come metafora di circolazione, flusso e trasformazione. Interagendo con le tecnologie avanzate di Elica, che regolano e ottimizzano la saturazione dell’aria, il progetto metterà in relazione tali processi con i più ampi scambi metabolici che avvengono nei corpi individuali e collettivi.

L’opera sarà inaugurata a giugno 2025 nella sede di Elica Group Polska a Jelcz-Laskowice, Polonia.

Leggi il comunicato stampa.

20 dicembre 2024
GREETINGS BY ANNA GALTAROSSA

Anna Galtarossa, 2024

 

“Piuttosto che essere normale, scegli di essere felice.”

Una tradizione quella del biglietto di auguri d’artista per la Fondazione Ermanno Casoli, affidati quest’anno all’artista Anna Galtarossa.

In continuità con Smell waves, titolo dell’opera ideata da Anna Galtarossa per la decima edizione di E-STRAORDINARIO for Kids, questo oggetto realizzato con la carta Fabriano vuole ricordarci l’importanza di coltivare la creatività e la capacità di meravigliarsi.

L’artista per realizzarlo ha attinto al suo mondo fantastico e al repertorio di personaggi bizzarri che lo popolano, realizzando una forma ibrida dal colore acido che evoca una figura liminare tra il mondo vegetale e quello animale a cui è affidato un messaggio: “Piuttosto che essere normale, scegli di essere felice”. Con questo invito ad essere sempre autentici e inclusivi, la Fondazione Ermanno Casoli vuole inviare un messaggio augurale per le prossime festività.

Un biglietto di auguri, un’opera d’arte pensata per trasformarsi in una decorazione per l’albero di Natale.

30 ottobre 2024
Economia della Bellezza, Arte e Cultura asset strategici di competitività

Il nostro Direttore Artistico, Marcello Smarrelli, ha partecipato alla giornata di studi “Economia della Bellezza, Arte e Cultura asset strategici di competitività”, tenutasi il 30 ottobre 2024 presso Villa Fürstenberg a Mestre. L’evento, promosso da Banca Ifis e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, ha esplorato il contributo dell’arte e della cultura come leve di competitività per le aziende italiane, anche attraverso la presentazione del report annuale elaborato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis.

I dati del report evidenziano come le imprese che investono in progetti culturali registrino un miglioramento significativo in termini di produttività, posizionamento verso gli stakeholder, valorizzazione delle competenze e delle risorse interne.

È questo anche l’impegno della FEC che, insieme a Elica, da oltre 20 anni promuove la sinergia tra arte e impresa, dimostrando come la cultura possa essere un potente strumento di trasformazione e innovazione negli ambienti lavorativi.

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12 ottobre 2024
Inaugurata l’opera di Paolo Icaro: Artificio Naturale | Pinacoteca Civica Bruno Molajoli

Artificio naturale è la scultura ambientale di Paolo Icaro acquisita nella collezione della Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano. 

Il progetto, a cura di Marcello Smarrelli, promosso dal Comune di Fabriano e ideato in collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli, è sostenuto dal PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. 

Nato a Torino (1936), Paolo Icaro è protagonista assoluto delle ricerche artistiche degli anni Sessanta. Vicino all’esperienza dell’Arte Povera, sin dagli esordi sperimenta il divenire dell’azione scultorea in relazione alla forma e allo spazio, utilizzando materiali elementari e duttili come cemento, argilla, carta, legno e gesso. Tecniche e materiali si uniscono per esplorare lo spazio attraverso il corpo, lo misurano in senso fisico e mentale, lo attraversano, trasformandolo e ridisegnandolo tramite sculture e installazioni che si sublimano in poesia pura. Ha partecipato alle più significative mostre del Novecento, costruendo nella sua lunga carriera un’identità autonoma e originale che lo ha posto al centro dell’attenzione critica internazionale. Oggi le sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. 

Artificio naturale, realizzata nel 2011, riflette perfettamente questa continua ricerca e sperimentazione. L’installazione è composta da cinque massi in pietra, semplicemente adagiati a terra. Quello che potrebbe sembrare un elemento naturale inserito nello spazio “artificiale” di un museo, è in realtà il risultato di un complesso processo creativo. Lo scultore ha inizialmente modellato in argilla una pietra “ideale”, levigandola fino a farla sembrare un sasso perfetto, come se fosse stato plasmato dall’acqua di un torrente. Da questa forma originale sono stati creati cinque esemplari in gesso, poi in cemento, e infine, grazie a una scansione 3D, sono stati scolpiti in pietra di Matraia, un materiale di color grigio-azzurro dall’eccezionale compattezza e resistenza. Pur avendo la stessa forma, i cinque massi appaiono diversi in quanto posti in cinque posizioni differenti, le uniche in cui stanno in equilibrio. 

Descrivendo la dialettica che anima questo lavoro, Icaro spiega: “Il marmo diventa ‘artificio’, nello scontro-confronto tra materia e materialità. Artificio da non intendersi come illusione o finzione, bensì come ‘trasformazione fatta ad arte’, e quindi naturale, che permette di ascoltare la memoria del materiale”. 

Il curatore Marcello Smarrelli sottolinea: “La relazione fra naturale e artificiale che anima l’opera si estende così anche al contesto espositivo, come in una mise en abyme: la natura abita, infatti, il giardino che circonda il museo, ospitando diverse specie di piante; l’artificio è invece rappresentato dall’architettura dello storico edificio che ospita la Pinacoteca – l’antico ospedale di Santa Maria del Buon Gesù, che sorge sulla centrale Piazza della Cattedrale di Fabriano – insieme alla nuova costruzione in legno e vetro che s’innesta nel cortile. La sequenza potrebbe continuare anche con l’interno dell’edificio, che custodisce l’‘artificio’ per eccellenza, quello dell’arte.”

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1 ottobre 2024
FECincontra Paolo Icaro

In occasione dell’inaugurazione di “Artificio naturale” – la scultura ambientale di Paolo Icaro acquisita nella collezione della Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano – abbiamo avuto il piacere di porre alcune domande all’artista.

Icaro ci ha offerto riflessioni e confessioni che aprono una finestra sul suo mondo interiore. Le sue parole ci aiutano a comprendere la sua visione della scultura come manifestazione fisica dell’idea, il dialogo tra naturale e artificiale che pervade l’opera, e il suo approccio all’utilizzo di materiali come la pietra e la carta. 

Più che risposte dirette, le sue considerazioni si rivelano frammenti di una poetica in costante evoluzione, in sintonia con la natura aperta e interrogativa della sua arte. 

Il progetto, a cura di Marcello Smarrelli, promosso dal Comune di Fabriano e realizzato in collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli, è sostenuto dal PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. 

 

  1. Nel tuo percorso artistico hai sempre sperimentato materiali e processi diversi, come nasce la tua riflessione sulla scultura e sulla sua relazione con lo spazio?

La Scultura dà corpo all’Idea, la fa esistere nello stesso spazio dell’Uomo. L’idea, messa a fuoco, sceglie il materiale più adatto per venire al mondo. 

  1. “Artificio naturale”, la tua opera che sarà inaugurata a Fabriano, sembra esplorare il confine tra naturale e artificiale. Cosa significa artificiale per te e come si è sviluppata l’idea di questa installazione?

La pietra levigata dall’acqua nel torrente è Natura.  

La pietra fatta di argilla, modellata e levigata da me è Artificio. 

  1. Hai affermato che la scultura è “uno spazio aperto, percorribile e misurabile dallo spettatore”. Come desideri che il pubblico interagisca con questa opera collocata nei Giardini del Poio della Pinacoteca Civica Bruno Molajoli a Fabriano?

Le cinque pietre di “Artificio naturale” stanno in cinque posizioni di equilibrio differenti e sembrano cinque pietre diverse. Abitano lo spazio dello spettatore che cammina fra loro per vedere meglio e scorgere che non sono solo somiglianti, ma in effetti sono identiche: sono cinque repliche di una stessa pietra. 

  1. Nel corso della tua carriera, il rapporto con la pietra è cambiato, passando da un iniziale distacco a una successiva riscoperta. Cosa ha determinato il ritorno a questo materiale e come si inserisce la pietra nel tuo dialogo con lo spazio?

Nel corso della mia vita i rapporti con le idee e i loro possibili corpi sono stati in continuo naturale cambiamento.  

Le idee lapidee mi sono arrivate solo quando ho incontrato le pietre; le prime pietre le saltavo da ragazzo nel greto del torrente.  

Le pietre: ciò che la montagna dice di sé, negli anni, nei secoli.  

(“Le pietre del cielo”, nel canto di Neruda, mi accompagnano.) 

  1. Siamo a Fabriano, città della carta. Nel tuo lavoro, la carta emerge come un materiale significativo in diverse opere. Come esplori e utilizzi la carta nel tuo processo creativo?

Per me la carta è soprattutto un umile ma molto nobile materiale, una superficie tridimensionale non superficiale, ha una polpa e una struttura interna da scoprire.  

È un luogo per meditare.  

L’ho usata per disegnare scrivere con la punta della matita e della penna, ma l’ho anche graffiata, scolpita, strappata, brunita e bruciata, piegata e ripiegata, imprigionata e liberata: l’ho tagliata e cucita, appallottolata e poi scagliata.  

Nell’attesa, l’ho ammirata, rispettata, poi anche bistrattata, macchiata dipinta colorata, incollata inchiodata compressa, accarezzata e, se velina, con le labbra suonata, poi leccata, fumata, poi oltre, basta!!! 

Per ogni verbo c’è un’opera mia, insieme con la carta, realizzata. 

23 settembre 2024
Inaugurazione “Artificio naturale” di Paolo Icaro

In occasione della Ventesima Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI, sabato 12 ottobre 2024, alle ore 11.00, sarà presentata al pubblico Artificio naturale, scultura ambientale di Paolo Icaro acquisita nella collezione della Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano.

Il progetto, a cura di Marcello Smarrelli, promosso dal Comune di Fabriano e ideato in collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli, è sostenuto dal PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Nato a Torino (1936), Paolo Icaro è protagonista assoluto delle ricerche artistiche degli anni Sessanta. Vicino all’esperienza dell’Arte Povera, sin dagli esordi sperimenta il divenire dell’azione scultorea in relazione alla forma e allo spazio, utilizzando materiali elementari e duttili come cemento, argilla, carta, legno e gesso.

Artificio naturale, realizzata nel 2011, riflette perfettamente questa continua ricerca e sperimentazione. L’installazione è composta da cinque massi, semplicemente adagiati a terra. Lo scultore ha inizialmente modellato in argilla una pietra “ideale”, levigandola fino a farla sembrare un sasso perfetto, come se fosse stato plasmato dall’acqua di un torrente. Da questa forma originale sono stati creati cinque esemplari in gesso, poi in cemento, e infine, grazie a una scansione 3D, sono stati scolpiti in granito di Matraia. Pur avendo la stessa forma, le cinque pietre appaiono diverse in quanto poste in cinque posizioni differenti, le uniche in cui stanno in equilibrio.

Il progetto è accompagnato da un programma di incontri pubblicilaboratori didattici per bambini e da una pubblicazione, edita da Chimera Editore, con testi di Marcello Smarrelli e Simone Ciglia.

[leggi il comunicato stampa]

23 settembre 2024
Fare, disfare, rifare, vedere – laboratori per bambini ispirati all’arte di Paolo Icaro

Venerdì 11 e sabato 12 ottobre, presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli a Fabriano, si terranno i laboratori creativi per bambine e bambini (età 5-10 anni), a cura di Francesca Castellani, ispirati all’arte di Paolo Icaro.

Il titolo, che richiama quello di una mostra personale dell’artista inaugurata nel 1968 a Genova, “Faredisfarerifarevedere”, è paradigmatico della sua poetica: Icaro esplora lo spazio attraverso la materia che si presta sempre a nuove formulazioni di un fare, che al tempo stesso prevede il disfare per rifare e vedere, in un processo di trasformazione continua della forma e del pensiero.

Dopo una breve introduzione alla storia della Pinacoteca, i laboratori prevedono una visita guidata all’opera di Paolo Icaro, “Artificio naturale”, allestita nei Giardini del Poio. Successivamente, i partecipanti avranno l’opportunità di mettere in pratica ciò che hanno appreso con un’attività creativa, ispirata allo stile e ai materiali utilizzati dall’artista.

PER INFO E PRENOTAZIONI: 
0732.250658 | pinacoteca.molajoli@comune.fabriano.an.it

[leggi il comunicato stampa]

18 settembre 2024
Talk con Paolo Icaro e Marcello Smarrelli

Domani, giovedì 19 settembre alle ore 11:45, presso il Palazzo del Podestà di Fabriano, si terrà il talk dell’artista Paolo Icaro in conversazione con Marcello Smarrelli.

Sarà presentato in anteprima il progetto Artificio naturale che verrà inaugurato il 12 ottobre presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli a Fabriano.

Artificio naturale è il titolo dell’opera ambientale di Paolo Icaro recentemente acquisita nella collezione della Pinacoteca Civica grazie al sostegno del PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il progetto, promosso dal Comune di Fabriano, è accompagnato da un ricco programma a cura della FEC, con incontri pubblici, laboratori didattici per bambini e un libro che racconta l’intero percorso.

L’evento si inserisce nell’ambito della seconda edizione di Carta è Cultura, il programma di eventi del Comune di Fabriano che si terrà dal 19 al 22 settembre 2024, parte delle iniziative di Fabriano Creativa UNESCO.

Clicca qui per scoprire il programma completo di “Carta è Cultura”.

6 settembre 2024
FECincontra Andrea Marabini, Chief Quality & Technical Officer di Elica

Incontriamo Andrea Marabini, Chief Quality & Technical Officer di Elica, che ci racconta il ruolo fondamentale del reparto Ricerca e Sviluppo e della collaborazione con l’artista Anna Galtarossa nell’ideazione del workshop THE SMELL FACTORY per la decima edizione di E-STRAORDINARIO for kids, il progetto di FEC a cura di Marcello Smarrelli, pensato per i figli dei dipendenti dell’azienda.

– Qual è il ruolo del reparto di ricerca e sviluppo di Elica e come contribuisce all’innovazione dell’azienda? 

Il ruolo del reparto R&D è cruciale per guidare l’innovazione e sostenere la crescita a lungo termine dell’organizzazione. Ci concentriamo sulla creazione di nuovi prodotti, servizi e soluzioni tecnologiche, puntando al miglioramento continuo. R&D contribuisce a portare innovazione in azienda attraverso diverse modalità: 

  1. Sviluppo di nuovi prodotti e servizi: partendo dalla road map di prodotto definita dal marketing, R&D sviluppa soluzioni innovative per rispondere ai bisogni del mercato e anticipare i trend del futuro.
  2. Miglioramento della qualità: attraverso la sperimentazione e la raccolta dei feedback del mercato sulla qualità dei nostri prodotti, R&D lavora per offrire soluzioni ancora più affidabili ed efficienti.
  3. Innovazione tecnologica: esplorare nuove soluzioni tecniche e materiali inediti, per offrire prodotti all’avanguardia, anche attraverso processi più efficienti. Questo contribuisce a mantenere il posizionamento del brand sul mercato.
  4. Creazione di proprietà intellettuale: il reparto R&D genera brevetti e altre forme di proprietà intellettuale, fondamentali per proteggere le innovazioni messe a punto da Elica e fornire una fonte di vantaggio competitivo sostenibile.

 

– Puoi spiegarci come vengono testati una nuova tecnologia o un prodotto innovativo nel vostro laboratorio? 

All’interno del nostro processo di sviluppo prodotto il laboratorio gioca un ruolo chiave soprattutto nella fase di sperimentazione e approvazione. 

Il prodotto o la nuova soluzione tecnica vengono sottoposti a test rigorosi per garantire che soddisfino tutti gli standard di qualità, sicurezza, e conformità normativa. Questo può includere anche test presso enti esterni, nonché la certificazione da parte di organismi di regolamentazione. 

Anche nella modalità di eseguire delle verifiche è lecito parlare di innovazione: si declina nel processo di miglioramento continuo che, sfruttando feedback e all’analisi del mercato in merito alle performance dei nostri prodotti, determina un continuo aggiornamento delle modalità di testing che vanno ben oltre gli standard normativi. 

– In che modo il vostro reparto di ricerca e sviluppo ha collaborato alla progettazione e realizzazione delle attività del workshop “The Smell Factory”? 

L’artista Anna Galtarossa ha tratto grande ispirazione per l’ideazione del workshop proprio durante la sua visita all’Elica Propulsion Laboratory e al reparto di creazione dei prototipi, dove ha potuto conoscere da vicino le tecniche e i processi che utilizziamo per ideare e perfezionare i prodotti Elica.

Il punto di partenza è stato l’elemento dell’aria, fondamentale nei nostri sistemi di aspirazione, che neutralizzano fumi e odori in cucina. Questo elemento sarà reinterpretato in modo giocoso durante il workshop, diventando “puzze” negli esperimenti con i bambini. 

Nella messa a punto delle attività da svolgere con i bambini, abbiamo collaborato strettamente con l’artista, coinvolgendo i diversi professionisti e progettisti del nostro reparto di Ricerca e Sviluppo per valutare insieme quali tecnologie potessero essere utilizzate nella creazione collettiva dell’opera d’arte, che prenderà vita non a caso da una delle nostre cappe più iconiche. La scelta è ricaduta su tecnologie sicure per i bambini e al contempo efficaci per far comprendere loro la linearità e la sequenza del processo produttivo in un’azienda come Elica. 

Durante il workshop, i bambini avranno l’opportunità di vedere come un’idea può concretizzarsi in un oggetto. Un esempio significativo sarà la dimostrazione di un progettista, che mostrerà come un loro disegno a matita possa essere trasformato in un progetto in CAD per il taglio del cartone. Questi pezzi, una volta sagomati, saranno integrati e assemblati nell’opera finale, permettendo ai bambini di vedere il risultato tangibile della loro creatività. 

Questa esperienza sarà particolarmente significativa per i partecipanti, poiché rivelerà i passaggi che si nascondono dietro la creazione di un oggetto quotidiano, aiutandoli ad apprezzare l’importanza della collaborazione e dell’innovazione tecnologica, valori fondamentali per Elica. 

– Durante la visita al laboratorio EPL, quali aspetti pensi saranno più interessanti e istruttivi per i giovani partecipanti? 

Sono sicuro che i bambini, data la loro indole curiosa, saranno molto presi durante la visita. Cercheremo di rendere l’esperienza il più coinvolgente possibile, stimolando domande ed interazione con il nostro personale che mostrerà il funzionamento dei vari macchinari in uso nel laboratorio. 

Inoltre, volendo semplificare il concetto, il laboratorio è il luogo in cui eseguiamo delle verifiche: ovvero facciamo esperimenti per provare la bontà di una nuova soluzione tecnica. Trattandosi di esperimenti l’esito non è scontato, anzi il fallimento di un test è un aspetto del tutto normale e da mettere in conto. Vorremmo far percepire che il vero valore aggiunto è dato proprio dal processo di analisi che scaturisce in seguito ad un test in KO: porsi le domande giuste per cercare le opportune risposte. 

Se attraverso questa esperienza i bambini saranno maggiormente consapevoli che esplorare, provare e sbagliare è un processo del tutto naturale avremmo raggiunto un grande risultato. 

– Come pensate che le attività proposte possano stimolare la curiosità e la creatività dei bambini riguardo alla scienza e alla tecnologia? 

Le attività pratiche permettono ai bambini di esplorare la scienza e la tecnologia attraverso il “fare”. Quando i bambini manipolano materiali, costruiscono oggetti o vedono eseguire test presso il nostro laboratorio, imparano in modo più efficace perché vedono direttamente le conseguenze delle loro azioni.

2 settembre 2024
E-STRAORDINARIO for kids #10 con Anna Galtarossa

Lunedì 9 settembre torna E-STRAORDINARIO for Kids, il progetto della Fondazione Ermanno Casoli – a cura di Marcello Smarrelli – realizzato in collaborazione con Elica, giunto quest’anno alla sua decima edizione che vede protagonista l’artista Anna Galtarossa.

E-STRAORDINARIO for Kids è un’attività rivolta ai figli dei dipendenti dell’azienda fabrianese che permette ai bambini di vivere un’esperienza formativa con l’arte contemporanea, guidati da un artista.

THE SMELL FACTORY è il titolo del workshop ideato dall’artista Anna Galtarossa che, affiancata dalla sua squadra di giovani assistenti e ricercatori, intende esplorare il mondo degli odori, sperimentando la possibilità di materializzare qualcosa che per sua natura è aerea e immateriale.

Attraverso una serie di attività ludiche e didattiche i giovani partecipanti saranno accompagnati nella comprensione del processo produttivo della fabbrica, presentato nei suoi aspetti più magici e fantasiosi. La giornata culminerà nella creazione di una scultura realizzata utilizzando “Wave”, una delle cappe più iconiche della produzione di Elica.

27 agosto 2024
FECincontra Anna Galtarossa

L’artista Anna Galtarossa, protagonista della decima edizione di E-STRAORDINARIO for Kids, ci racconta della sua pratica artistica, dall’utilizzo di materiali trovati e riciclati al racconto di storie mitologiche e fantastiche, passando per l’importanza del contatto diretto con il mondo naturale.

Raccontaci la tua pratica artistica. Il tuo lavoro è caratterizzato dall’uso di materiali eterogenei e spesso inusuali, anche riciclati e trovati: come li scegli e che ruolo hanno nel tuo processo creativo?
Credo che siano materiali comuni, di uso quotidiano, ma di solito non so a cosa servono e cerco di dare loro un senso. Funziona ancora meglio quando sono in viaggio in paesi a me poco familiari. Poi, che sia in Messico o in Italia o in Papua, di solito scopro che tutto quello che raccolgo è fatto in Cina e mi chiedo, non è che in realtà sono cinese anch’io?
C’è anche il mondo naturale che nutre le mie riserve sia materiche/strutturali che narrative. Cerco con esso un contatto diretto, spontaneo. Ma la spontaneità può essere difficile da riattivare. Tutto questo entra in dialogo con le mie mani, preferisco usare il loro cervello. C’è troppo rumore nell’altro.

Le tue opere e i tuoi progetti traggono spunto da storie fantastiche e da miti: in che modo queste narrazioni influenzano la tua creatività?
Le storie che mi raccontano gli oggetti e la natura, e le storie che si raccontano gli umani si incrociano e iniziano a completarsi. Si spiegano tra di loro e poi mi dicono dove vogliono andare. Mi dicono cosa ci manca secondo loro e a cosa servivano quando avevano un altro senso da quello che gli diamo noi oggi. Non sempre li capisco quando parlano ma ci provo. Dove posso cerco di togliermi riferimenti culturali di dosso per cercare di restituire un po’ di innocenza alle mie orecchie, per sentirli meglio.

Quanto è importante nel tuo lavoro l’attivazione di momenti laboratoriali, di scambio e di creazione condivisa?
Ah che buffo non sapevo esistesse la parola “laboratoriale”. Bisognerebbe usarla per uno scioglilingua!
Il dialogo è sempre importantissimo e lo scambio di idee attraverso le mani mi piace ancora di più. Più si va avanti con l’età, più la distanza coi bambini aumenta e più diventa essenziale passare del tempo con loro. Gli adulti che non lo fanno rischiano di mummificarsi prima del necessario, non solo gli artisti. E l’atto creativo è uno dei veicoli migliori per dialogare tra le diverse generazioni.

THE SMELL FACTORY è il laboratorio che hai ideato per la decima edizione di E-STRAORDINARIO for Kids per i figli dei dipendenti Elica: che cosa ti aspetti da questa esperienza?
Vorrei che i bambini scoprissero e comprendessero quello che succede nel luogo dove lavorano i loro genitori, ma ci terrei anche ad esporli al fascino di un’azienda come Elica, dove in qualche modo l’atto creativo è di gruppo e dove ogni persona ha un ruolo per far funzionare il tutto. Inoltre, vorrei che prendessero coscienza della quantità di lavoro e delle complessità che stanno dietro ad un oggetto quotidiano come una cappa aspirante – anche se queste sono le Rolls Royce delle cappe aspiranti! Esploreremo anche il mondo degli odori, che è così importante, eppure, anche quello lo diamo per scontato.

Come è nata l’idea di esplorare il mondo degli odori e cosa speri che i bambini portino via da questa esperienza?
Nasce sempre dall’intenzione di far capire ai bambini cosa succede dentro quest’azienda dove immagino che il vero protagonista sia il naso. Ma in generale vorrei che prendessero coscienza dell’olfatto e della sua importanza nella vita quotidiana.

17 giugno 2024
Inaugurata l’opera di Agostino Iacurci: Fiori diversi al naturale | Premio Ermanno Casoli XXII edizione

Sabato 15 giugno è stata inaugurata nella sede di Airforce a Cerreto d’Esi (AN), Fiori diversi al naturale, l’opera d’arte site-specific realizzata da Agostino Iacurci per la XXII edizione del Premio Ermanno Casoli, a cura di Marcello Smarrelli.

L’opera è stata realizzata attraverso una serie di azioni che hanno coinvolto attivamente l’intera popolazione aziendale di Airforce – circa 100 persone con profili professionali eterogenei, senza alcuna distinzione organizzativa – trasformando un’ampia porzione dello stabilimento, finora utilizzata solo come area di transito, in un luogo di sosta e incontro.

Il risultato è un’opera sorprendente, complessa e articolata, un giardino vivente composto da piante reali e dipinte, destinato a crescere e a svilupparsi nel tempo grazie alle cure e all’impegno attivo di tutti i membri della comunità aziendale. Un modo creativo per migliorare lo spazio di lavoro e rafforzare il senso di appartenenza all’azienda, creando un ambiente ancor più coeso e solidale.

[Leggi il comunicato stampa]

[Guarda il video dell’inaugurazione]

30 maggio 2024
Il metodo FEC all’Accademia di Belle Arti di Macerata

Venerdì 31 maggio Marcello Smarrelli, Direttore artistico della FEC, sarà all’Accademia di Belle Arti di Macerata tra i protagonisti di “Time to talk #1 – Luoghi e Artisti del contemporaneo”: prima edizione di una serie di appuntamenti annuali dedicati a dialoghi e confronti sulle esperienze artistiche più significative nelle Marche dagli anni ’70 ad oggi.

Attraverso i nostri progetti più iconici, Marcello Smarrelli presenterà il Metodo della FEC con il quale portiamo l’arte contemporanea nelle aziende da oltre 20 anni.

“Time to talk #1 – Luoghi e Artisti del contemporaneo” è un progetto ideato da Lucia Cataldo e Davide Ferri, curato e condotto dalle studentesse e dagli studenti del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte, in collaborazione con il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.

L’evento si articola in una serie di interventi di protagonisti del mondo culturale della regione Marche che hanno segnato l’identità di progetti e luoghi del contemporaneo nel territorio.

L’incontro è aperto a tutti gli interessati!

Leggi il comunicato stampa e il programma della giornata.

Accademia di Belle Arti di Macerata, Auditorium Joseph Svoboda
Venerdì 31 maggio, 9:30 – 13:00 e 14:30 – 18:00

9 maggio 2024
FECincontra Agostino Iacurci

Il vincitore della XXII edizione del Premio Ermanno Casoli ci racconta della sua pratica artistica, di come essa si è evoluta nel tempo e dell’importanza che ricoprono nel suo lavoro la relazione e il confronto con le persone e i luoghi.

Ci racconti della tua pratica artistica e di come si è evoluta nel tempo?
La mia pratica artistica comprende diversi media ed è cresciuta e si è evoluta man mano che ho avuto accesso a spazi, mezzi e informazioni.
Sono partito da un immaginario più esistenziale e da strumenti a me accessibili come il disegno, la pittura ed una forma di scultura rudimentale.
Negli anni, mi sono appassionato a diversi temi come l’architettura, la storia della decorazione, la botanica, il paesaggio. Nel frattempo, dal disegno sono passato alla pittura nello spazio, poi alla collaborazione con artigiani e infine a generare veri e propri spazi attraverso le installazioni.
Nel tempo l’elemento umano da soggetto dei dipinti è diventato attore degli spazi che genero, in un certo senso sono passato da organizzare lo spazio bidimensionale della tela a coreografare visioni abitabili.

Nella tua pratica artistica utilizzi pittura, scultura, disegno. Qual è il medium con il quale ti senti più libero e spontaneo di esprimerti?
Tra i medium direi il disegno o la pittura per la praticità e l’immediatezza rispetto agli altri, ma forse la parte in cui mi sento più libero e spontaneo è proprio la fase di invenzione, ideazione e la progettazione.

Che valenza ha per te realizzare grandi murales e installazioni, e in generale arte nei luoghi pubblici? 
Il murales è una delle prime forme che ha preso il mio lavoro, è avvenuto in maniera istintiva, lo trovo un mezzo molto potente perché ha la capacità di trasformare gli spazi con un gesto minimo, economico e reversibile, come stendere un velo di pittura. L’installazione per me viene da una evoluzione del murales, dalla possibilità di sviluppare un immaginario pittorico nella terza dimensione.
Trovo molto interessante misurarsi con spazi non convenzionali dell’arte, dove il lavoro deve interagire con un pubblico eterogeneo facendo a meno dell’aura sacrale che gli viene conferito dallo spazio espositivo canonico.
L’esperienza mi ha inoltre insegnato che al di là della valenza artistica, intervenire in un determinato luogo, anche solo con un gesto minimo, finisce per generare domande, dibattiti e, nei casi più fortunati, anche processi virtuosi di cura dei luoghi.

Che ruolo ha il pubblico e il dialogo con l’altro nell’ideazione e creazione delle tue opere?
Penso ai miei lavori come a degli strumenti di dialogo, del resto la mia pratica, è uno dei modi con cui mi esprimo e comunico con gli altri.
Il dialogo fa anche parte del mio metodo e dei miei processi ideativi, mi piace raccogliere informazioni e pareri da più interlocutori, confrontarmi con curatori, artigiani, pubblico, passanti. Ho realizzato diversi lavori in forma di workshop-laboratorio in cui il dialogo e le relazioni sono quasi più importanti dell’esito e della forma finale assunta dal lavoro.
Inoltre, in questa dimensione dialogica includo anche il confronto con i luoghi, l’arte e la cultura del passato, le informazioni, i suoni e le immagini che hanno informato il mio lavoro. Infine, c’è il dialogo e le relazioni che spero il lavoro siano in grado di generare autonomamente in futuro, una volta realizzato.

Sei vincitore della XXII edizione del Premio Ermanno Casoli, che cosa ti aspetti da questa esperienza?
Per me è un grande onore, perché è un premio che prima di me è stato assegnato ad artisti di cui ho grande stima e rispetto. Mi auguro di fare un lavoro utile di e di riuscire a goderci la fase di realizzazione con il team della Fondazione Ermanno Casoli e tutti i dipendenti di Airforce.

15 aprile 2024
Inaugurata Straordinaria, l’installazione site-specific di we+ al Fuorisalone 2024

È aperta al pubblico Straordinaria, l’installazione site-specific promossa da ElicaFondazione Ermanno Casoli in occasione del Fuorisalone 2024, ideata dallo studio giapponese di design we+ per il Cortile d’onore di Palazzo Litta, a cura di Marcello Smarrelli.

Straordinaria si ispira alla leggerezza delle nuvole, creando un flusso continuo nell’alternanza di toni che evocano l’aria e il calore, elementi naturali e fortemente identitari per Elica. L’unione armonica di spazio e materia evoca l’idea di movimento e di conseguente trasformazione, esortando gli spettatori ad assumere un ruolo attivo esplorando e interagendo in modo coinvolgente con l’installazione.

“La sperimentazione è un valore che la FEC condivide con Elica – spiega Marcello Smarrelli – e si riflette nella volontà di cercare sempre lo straordinario nell’ordinario. L’installazione realizzata da we+ incarna perfettamente questa visione, esprimendo l’attenzione che da sempre rivolgiamo alle nuove tecnologie applicate alla ricerca estetica”.

Per saperne di più leggi qui l’intervista ai we+.

Straordinaria
Palazzo Litta – Cortile d’onore
Milano, Corso Magenta 24
Apertura al pubblico: da lunedì 15 a domenica 21 aprile, ore 10.00 – 19.30

11 aprile 2024
FECincontra we+

Lo studio giapponese di design we+, fondato a Tokyo da Toshiya Hayashi e Hokuto Ando, racconta la propria storia e come è nata “Straordinaria”, l’installazione site-specific realizzata per FEC e Elica in occasione del Fuorisalone 2024.

Ci presentate we+ e ci raccontate la vostra storia?
we+ è uno studio di design contemporaneo fondato nel 2013 a Tokyo da Toshiya Hayashi e Hokuto Ando. La nostra missione è la creazione di nuove prospettive e valori attraverso la ricerca e la sperimentazione. I nostri progetti sono il risultato di una costante ricerca sia in Giappone che all’estero. Grazie a queste esperienze, abbiamo avuto il privilegio di collaborare con diverse aziende e organizzazioni, contribuendo a progetti di ricerca e sviluppo, installazioni su commissione, branding, ideazione di nuovi prodotti, design di spazi e direzione artistica. 

Cosa contraddistingue il vostro lavoro quotidiano?
Ci contraddistingue la valorizzazione della ricerca e dell’esperimento. Integrando il pensiero logico, come l’analisi della storia e del contesto sociale del cliente, con un approccio pratico al lavoro sul campo e alla sperimentazione con i materiali, miriamo a esplorare nuove espressioni e possibilità per giungere a design alternativi.

Ci illustrate l’installazione “Straordinaria” che presenterete al Fuorisalone a Palazzo Litta?
“Straordinaria” trae ispirazione dalla delicata formazione delle ‘nuvole’ che ha origine dalla collisione di aria calda e fredda. L’installazione consiste in innumerevoli cilindri di tessuto in rete traslucida sospesi dall’alto, che creano nello spazio un flusso etereo di tenui sfumature. Questi cilindri, leggermente colorati in alcune sezioni, evocano sensazioni di ‘aria’ e ‘calore’. L’esperienza sarà simile ad una passeggiata tra le nuvole, invitando gli spettatori a immergersi nell’elegante interazione di aria e calore e a fondersi armoniosamente con l’ambiente circostante, scoprendo così un mondo di sensazioni uniche.

In che modo il pubblico potrà interagire con l’installazione?
L’installazione offre al pubblico un’esperienza coinvolgente, in cui i colori cambiano sorprendentemente in base all’angolazione di visione, alla posizione e alla distanza dall’opera stessa. Modificando questi fattori, è possibile apprezzare una varietà di espressioni. Entrare nel percorso all’interno dell’installazione, circondati dall’opera d’arte in tutte le direzioni, sarà come passeggiare attraverso una nuvola vibrante di colori.

Quali sono le vostre aspettative riguardo a questa esperienza a Milano con Elica e la Fondazione Ermanno Casoli?
Attraverso l’esperienza immersiva che abbiamo creato, ci aspettiamo che il nuovo concept di Elica risuoni in modo intuitivo nei visitatori. Inoltre, siamo entusiasti che questa collaborazione sia stata anche un’opportunità per approfondire il nostro rapporto con la Fondazione Ermano Casoli. 

4 aprile 2024
Il metodo FEC all’Accademia di Belle Arti di Palermo

Giovedì 4 aprile il Direttore Artistico della Fondazione Ermanno Casoli, Marcello Smarrelli sarà protagonista di un incontro all’interno del Corso “Mercato dell’arte” della prof.ssa Laura Barreca presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

L’intervento di Marcello Smarrelli verterà sull’originale processo di innovazione innescato dal dialogo tra arte e impresa che caratterizza tutte le attività della FEC, evidenziando come la fondazione abbia sviluppato un approccio unico nel campo della formazione aziendale utilizzando l’arte contemporanea come catalizzatore di idee e stimolo per la creatività.

Gli studenti avranno l’opportunità di esplorare le potenzialità di questo connubio e scoprire come l’arte possa essere un fattore chiave nel promuovere la trasformazione e lo sviluppo nel contesto aziendale.

Sarà anche una bella occasione per parlare di “Innovating business with art”, volume edito da Egea che racconta il metodo FEC, una risorsa preziosa per coloro che desiderano approfondire l’argomento attraverso tanti casi studio e progetti con artisti di fama internazionale.

3 aprile 2024
Fondazione Ermanno Casoli e Elica al Fuorisalone 2024 con Straordinaria by we+

Fondazione Ermanno Casoli e Elica al Fuorisalone 2024 con Straordinaria, installazione site-specific ideata dallo studio giapponese di design we+, a cura di Marcello Smarrelli.

La Fondazione Ermanno Casoli e Elica presentano Straordinaria, un’installazione site-specific ideata in occasione del Fuorisalone 2024 dallo studio giapponese di design we+ per il Cortile d’onore di Palazzo Litta, a cura di Marcello Smarrelli.

Fondato a Tokyo nel 2013 da Toshiya Hayashi e Hokuto Ando, we+ ha un approccio creativo caratterizzato da uno spiccato spirito di sperimentazione che genera prospettive inedite.

“La sperimentazione è un valore che la FEC condivide con Elica – spiega Marcello Smarrelli – e si riflette nella volontà di cercare sempre lo straordinario nell’ordinario. L’installazione realizzata da we+ incarna perfettamente questa visione, esprimendo l’attenzione che da sempre rivolgiamo alle nuove tecnologie applicate alla ricerca estetica”.

Straordinaria si ispira alla leggerezza delle nuvole, creando un flusso continuo nell’alternanza di toni che evocano l’aria e il calore, elementi naturali e fortemente identitari per Elica. L’unione armonica di spazio e materia evoca l’idea di movimento e di conseguente trasformazione, esortando gli spettatori ad assumere un ruolo attivo esplorando e interagendo in modo coinvolgente con l’installazione.

Straordinaria
Palazzo Litta – Cortile d’onore
Milano, Corso Magenta 24
Apertura al pubblico: da lunedì 15 a domenica 21 aprile, ore 10.00 – 19.30

25 marzo 2024
FECincontra Airforce

Ruggero Pinto, General Manager, e Alberta Traballoni, HR, ci raccontano Airforce, azienda del gruppo Elica in cui l’artista Agostino Iacurci realizzerà, insieme a tutta la popolazione aziendale, un’opera site-specific nella nuova sede di Cerreto d’Esi (AN) per la XXII edizione del Premio Ermanno Casoli. Scopriamo insieme quali sono le aspettative e gli obiettivi che Airforce si propone di raggiungere attraverso questa speciale collaborazione.

– Potreste raccontarci in breve Airforce e la sua evoluzione negli anni? Ci piacerebbe conoscere cosa rende unica la vostra cultura aziendale, le trasformazioni in corso e le persone che fanno parte di questa storia.
Airforce è un’azienda italiana che nasce nel 1997 tra le colline Marchigiane nel distretto industriale dell’elettrodomestico. Sin da subito si è contraddistinta per il suo “saper fare bene” basato su valori forti e ben definiti come impegno, integrità, responsabilità ed etica.
Negli anni è diventata un’eccellenza nel mercato internazionale portando l’artigianalità e l’innovazione italiana nelle cucine di tutto il mondo. Velocità, flessibilità e innovazione sono sempre stati i tratti distintivi di Airforce che, uniti alla professionalità e alla lunga esperienza nel settore, hanno permesso di offrire prodotti personalizzati.
Nel 2022 Elica ha acquisito il 100 % di Airforce portandola ad una dimensione più manageriale, pur conservando comunque due caratteristiche autentiche: energia e senso di appartenenza che il nucleo fondativo dei dipendenti che sono in azienda da oltre 20 anni è riuscito a trasmettere a tutta la comunità.

– Quali sono gli obiettivi che Airforce si propone di raggiungere attraverso questa collaborazione con Agostino Iacurci per il Premio Ermanno Casoli?
Crediamo fortemente che questa collaborazione possa portare molti benefici ad Airforce e a ognuno di noi. Innanzitutto, l’opera d’arte diventerà parte integrante del nostro ambiente di lavoro creando un’atmosfera più stimolante per tutti. Inoltre, un’opera d’arte crea sempre bellezza e quando si porta la bellezza in uno spazio che è stato pensato e realizzato mettendo al centro esclusivamente la funzionalità, si elevano i sentimenti delle persone e si potenzia la loro sensibilità. E questo è un aspetto fondamentale di creazione del valore.

– Quali sono le aspettative di Airforce riguardo all’impatto che l’installazione artistica che sarà realizzata con il contributo di tutti i dipendenti avrà sull’ambiente di lavoro e sulle dinamiche relazionali?
Questa iniziativa ci permette di rafforzare il concetto che ognuno concorre a creare una parte che si combina e armonizza in un tutto, unendo le emozioni e la sensibilità di ognuno attraverso l’arte.
Siamo un’azienda fortemente legata al senso dell’appartenenza, un sentimento che storicamente si esprime nella condivisione di uno spazio, di un’agorà, in cui far convergere relazioni, competenze, diversità e originalità di tutte le persone.
La realizzazione di quest’opera rafforzerà la comunità di lavoro, darà più energia e più capacità di proiezione esterna. La bellezza di un’opera d’arte crea sicuramente valore.

– Pensate che il contatto diretto con l’artista e l’arte contemporanea possano contribuire al miglioramento del senso di appartenenza e all’aumento del benessere delle persone Airforce?
Certamente sì, poiché in questo tipo di esperienze l’artista assolve la figura di mediatore culturale e di crocevia emotivo; una figura terza che per autorevolezza, competenza e carisma può sintetizzare gli stati d’animo delle persone orientandoli in una direzione comune. Inoltre, la bellezza crea soggezione e rispetto, restituendo la vera dimensione delle cose e il senso del limite che sono oggettivi fattori di miglioramento dell’essere e del fare delle persone.

– Il progetto prevede una partecipazione trasversale della popolazione aziendale. In che modo pensate che questo lavoro collaborativo tra diverse figure professionali possa riflettersi nella quotidianità dell’azienda?
Crediamo che lavorare insieme in un’attività creativa possa stimolare le persone e ci permetterà di esprimere la nostra identità e la nostra cultura aziendale in modo originale e coinvolgente. Originalità e coinvolgimento migliorano il senso di coesione. Questo di fatto sarà un esercizio di cooperazione paritario in cui rivalità e competizione – sentimenti tipicamente individualistici- vengono messi in secondo piano in nome di un obiettivo condiviso e ritenuto degno di collaborazione proattiva.

Ruggero Pinto, General Manager Airforce
Alberta Traballoni, HR Airforce

14 marzo 2024
PREMIO ERMANNO CASOLI XXII EDIZIONE

La Fondazione Ermanno Casoli annuncia l’artista vincitore della XXII edizione del Premio Ermanno Casoli: l’importante riconoscimento nel campo dell’arte contemporanea in Italia è stato assegnato ad Agostino Iacurci (Foggia, 1986) che realizzerà un’opera d’arte sitespecific per la sede di AIRFORCE a Cerreto D’Esi (AN), azienda del gruppo Elica. 

Come dichiara Marcello Smarrelli, Direttore Artistico della Fondazione Ermanno Casoli: “Agostino Iacurci ha creato una sua cifra personalissima con cui rappresenta la realtà e in modo particolare il paesaggio. Oltre allo stile fortemente espressivo, un elemento fondamentale della pratica di Iacurci è l’attitudine alla relazione che lo rende felicemente incline a condividere il processo creativo con gruppi eterogenei di persone”.  

Nella sua pratica artistica Agostino Iacurci utilizza pittura, scultura, disegno, luce, suono, combinando in modo eterogeneo i vari media per creare installazioni immersive che dialogano intimamente con i luoghi, spazi visionari in cui convergono liberamente storie, ricordi personali, riferimenti letterari e racconti vernacolari. I suoi interventi pittorici su grande scala, che ne hanno decretato il successo internazionale, si configurano come interventi di pittura espansa, un‘originale rilettura della cosiddetta “architettura parlante”.  

Agostino Iacurci è stato invitato a ideare un progetto per il nuovo stabilimento di AIRFORCE che, come caratteristico del Premio Ermanno Casoli, nasce da un bisogno formativo identificato all’interno dell’azienda in collaborazione con la funzione Human Resources: dopo la completa acquisizione da parte di Elica e il trasferimento della propria sede da Fabriano a Cerreto D’Esi, per le persone di AIRFORCE era necessario ricreare la compattezza, l’energia, lo spirito di condivisione che da sempre caratterizzano l’azienda, ma anche offrire un luogo accogliente e familiare ai propri lavoratori.  

L’intervento sarà il frutto di una serie di azioni che coinvolgeranno l’intera popolazione aziendale – circa 100 tra dirigenti, impiegati e operai – senza alcuna distinzione di gerarchia organizzativa, con l’obiettivo di trasformare un’ampia porzione dello stabilimento, attualmente utilizzata come area di transito, in un luogo di sosta e incontro per i dipendenti.

Leggi il comunicato stampa.

21 dicembre 2023
GREETINGS BY CLAIRE FONTAINE

Claire Fontaine, 2023

 

“Guarda nel profondo della Natura, e allora capirai tutto meglio.” (Albert Einstein)

Con questo messaggio, che arriva dritto all’essenza delle cose, la Fondazione Ermanno Casoli insieme all’artista Claire Fontaine augura buon Natale.

L’invito è quello di contrastare la follia del mondo opponendovi lo sguardo trasformativo dei bambini.

I disegni sono stati realizzati dai figli dei dipendenti Elica nell’ambito del workshop “Gli animali scappati”, ideato per la nona edizione di E-STRAORDINARIO for Kids da Claire Fontaine, a cura di Marcello Smarrelli.

I piccoli partecipanti sono stati invitati in totale libertà a disegnare e colorare i loro animali preferiti, reali e allo stesso tempo fantastici, immaginando una rocambolesca fuga dai libri illustrati al grande foglio bianco passando per la testa degli artisti “sempre aperta, come una porta senza chiave”.

12 dicembre 2023
FECincontra Stefano Coletto, Curatore Fondazione Bevilacqua La Masa per il progetto “Alchimie Culturali”

Stefano Coletto, curatore della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, ci racconta “Alchimie Culturali”, progetto che crea interessanti sinergie tra il mondo dell’arte e quello delle imprese, in collaborazione con Confindustria Veneto.

 

Leggi l’intervista e scopri le affinità con il metodo FEC, esempio da imitare e raggiungere sia in fase di ideazione che nelle successive attività di divulgazione del progetto.

– Come nasce il progetto Alchimie culturali e come si è evoluto in queste prime tre edizioni?
Il progetto Alchimie Culturali nasce nel 2016 da un’idea di Confindustria Veneto di coinvolgere aziende medio piccole del Veneto per avvicinarle al mondo dell’arte contemporanea emergente attraverso una collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa, istituzione pubblica che da sempre si occupa del sostegno e della promozione dei giovani talenti. La Fondazione, infatti, cercando di superare l’idea di mera sponsorizzazione e avviando sinergie più articolate, aveva già avviato in passato iniziative simili con brand e imprese a sostegno di Atelier, il programma di residenze per artisti, unico in Italia per una istituzione pubblica.
Con il progetto Alchimie culturali, la Fondazione Bevilacqua La Masa continua questo percorso di avvicinamento tra due mondi apparentemente distinti: Confindustria Veneto individua le imprese, la Fondazione sceglie gli artisti e si occupa della curatela del progetto con mostra finale per l’esposizione delle opere realizzate. Insieme, le due realtà collaborano per le varie attività di comunicazione e formazione.
Considerando questa del 2023 la terza edizione, la struttura del progetto rimane quella iniziale: 5 o 6 aziende per 5 o 6 artisti, in modo da attivare col tempo un sistema diffuso e collaudato di buone pratiche, vitale e ricco di contenuti.

– Quali sono stati i benefici e risultati tangibili per le aziende coinvolte nel lavoro con l’arte contemporanea?
Nella maggior parte dei casi affrontati, le aziende non avevano consuetudine con gli articolati linguaggi dell’arte contemporanea. Non avevano avuto prima esperienze di collezionismo o mecenatismo significative, per cui il primo passo è stato quello di creare percorsi di avvicinamento, conoscenza reciproca e scambio.
In questo tipo di attività, le aziende contribuiscono a produrre, con le loro competenze e tecnologie, opere inusuali, inaspettate, che nascono dalla sperimentazione. L’abilitazione cognitiva, come direbbe Pier Luigi Sacco, per i distretti culturali evoluti diviene fatto concreto.
Infine, le opere prodotte vengono raccontate ed esposte negli spazi della Bevilacqua La Masa a Venezia, momento di visibilità per l’azienda stessa.

– Quali sono state le difficoltà principali che avete riscontrato mettendo in relazione arte e imprese?
Non essendoci una commissione preordinata e una consuetudine di frequentazione, il progetto richiede tempi lunghi presentazione, avvicinamento, illustrazione dei reciproci mondi e quindi ideazione, progettazione, produzione. La difficoltà ma anche la sfida, è questo partire dal basso e ottenere dei risultati, con gradi diversi di soddisfazione e qualità, ma con un’intensità del processo attivato sempre profonda. Come direbbe il Prof. Fabrizio Panozzo – che ha avviato con Ca’ Foscari progetti interessanti di ricerca su queste iniziative – questo processo comprende anche il racconto di ogni storia nata dall’esperienza.

– Quanto il metodo FEC è stato di aiuto e di ispirazione nel definire gli obiettivi del progetto?
Personalmente, quanto fatto dalla FEC è sempre stato un esempio da imitare e raggiungere. Ne abbiamo parlato spesso sia in fase di ideazione del nostro progetto che nelle successive attività di divulgazione.
L’obiettivo più alto è pensare che ogni azienda possa diventare un atelier in cui gli artisti possono incontrare maestranze, organizzazioni, persone, in grado di capire, accogliere ascoltare urgenze espressive e creative. Ogni sinergia di questo tipo crea meccanismi trasformativi condivisi e dinamiche evolute che caratterizzano la migliore innovazione.

20 novembre 2023
ARTE E IMPRESA. IPOTESI DI UNA RELAZIONE POSSIBILE | Il metodo FEC a Venezia

Mercoledì 22 novembre alle ore 16, presso Palazzetto Tito a Venezia, il nostro direttore artistico Marcello Smarrelli presenterà il metodo ideato dalla Fondazione Ermanno Casoli (FEC) per portare l’arte contemporanea nelle imprese, nato da oltre dieci anni di esperienza e sperimentazione nelle aziende. 

Attraverso il racconto della pionieristica attività della FEC, saranno presentati i temi alla base del volume “Innovare l’impresa con l’arte. Il metodo della Fondazione Ermanno Casoli” (Egea, 2018): l’arte contemporanea come chiave per il rinnovamento personale e professionale, per il cambiamento dei processi di apprendimento volti all’innovazione, per la definizione di una nuova prospettiva sulla performance di impresa.  

 L’intervento si inserisce nella presentazione della seconda edizione di “Alchimie culturali”, progetto promosso dalla Fondazione Bevilacqua La Masa e Confindustria Veneto, nato con l’obiettivo – affine alla mission della FEC – di favorire la partnership tra imprese e artisti contemporanei.  

Intervengono: Mariacristina Gribaudi, Advisor Confindustria Veneto con delega alla Cultura; Bruno Bernardi, Presidente Fondazione Bevilacqua La Masa; Stefano Coletto, Curatore Fondazione Bevilacqua La Masa; Marcello Smarelli, Direttore Fondazione Ermanno Casoli; Fabrizio Panozzo, Docente di politiche culturali e critical management studies all’Università di Ca’ Foscari Venezia.

Informazioni sull’evento:
Mercoledì 22 novembre ore 16
Palazzetto Tito, Venezia, Dorsoduro 2826
Ingresso libero
041 5207797, info@bevilacqualamasa.it
www.bevilacqualamasa.it 

27 settembre 2023
La FEC apre alle visite in occasione della Diciannovesima Giornata del Contemporaneo

Sabato 7 ottobre 2023, la Fondazione Ermanno Casoli aderisce alla Diciannovesima Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione promossa da AMACI, con la visita straordinaria alla nuova installazione site-specific di Claire Fontaine, Il personale (2023), realizzata per la XXI edizione del Premio Ermanno Casoli e alle altre opere della collezione di arte contemporanea ospitata negli spazi di Elica a Fabriano, azienda leader globale nei sistemi di aspirazione in cucina e principale sostenitrice della FEC.

Pioniera nell’indagare le potenzialità del dialogo fra arte e impresa, la FEC si è affermata in Italia come modello di riferimento all’avanguardia nel campo della formazione aziendale attraverso l’arte contemporanea. Tutte le attività promosse dalla FEC – che trovano in Elica l’incubatore ideale in cui sperimentare processi e risultati, successivamente applicati anche in altri contesti – invitano artisti di fama internazionale a progettare e realizzare un’opera d’arte permanente in azienda, con la partecipazione attiva delle persone che vi lavorano.  

Questa particolare quanto specifica raccolta di opere è stata inserita nel volume Global Corporate Collection (2015), dedicato alle 100 più belle collezioni d’arte aziendale nel mondo. 

Saranno visibili, tra gli altri, le opere di: Francesco Arena, Bianco Valente, Fabio Barile, Francesco Barocco, Matteo Fato, Marcello Maloberti, Elena Mazzi, Francesco Neri, Perino & Vele, Jorge Satorre, Sissi, Patrick Tuttofuoco, Vedovamazzei. 

QUANDO
Sabato 7 ottobre
Le visite inizieranno alle ore 10.00, 11.00 e 12.00. 

PRENOTAZIONE
La prenotazione è obbligatoria entro e non oltre giovedì 5 ottobre, registrati qui.

DOVE
Elica Headquarters
Via Ermanno Casoli, 2
60044 Fabriano (AN)

INFO
segreteria@fondazionecasoli.org
+ 39 0732 6104257
+ 39 345 6420254 

Evento organizzato in occasione della Diciannovesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

25 settembre 2023
Inaugurata l’opera di Claire Fontaine: Il personale | Premio Ermanno Casoli XXI edizione

Domenica 24 settembre è stata inaugurata nella sede di ELICA a Fabriano, IL PERSONALE, l’opera d’arte site-specific realizzata da Claire Fontaine per la XXI edizione del Premio Ermanno Casoli, a cura di Marcello Smarrelli.

La nuova installazione luminosa di Claire Fontaine, intitolata IL PERSONALE, pensata per il luogo più iconico dell’headquarter di Elica a Fabriano, nasce dalle riflessioni scaturite durante il workshop “Lavoro femminile visibile e invisibile”, rivolto ad un gruppo di 30 donne che rivestono ruoli manageriali all’interno dell’azienda. Alla luce di alcuni concetti fondamentali del femminismo – su cui il duo artistico si interroga dai suoi esordi – le partecipanti sono state chiamate ad esprimersi sul tema dell’empowerment femminile con l’obiettivo di mettere in evidenza le loro difficoltà nel conciliare gli aspetti professionali con quelli familiari.

L’opera diventa così uno spunto di riflessione sulla condizione delle donne nel contesto lavorativo e sociale, portando alla luce il loro valore ed enfatizzando l’importanza di una visione politica più ampia per promuovere l’uguaglianza e il rispetto dei diritti delle donne come agenti trasformatori della società.

Progetto sostenuto dalla Regione Marche – Assessorato alla Cultura

[Leggi il comunicato stampa]

1 luglio 2023
TOCC – Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi

La Fondazione Ermanno Casoli è lieta di annunciare la realizzazione di una piattaforma virtuale dedicata alla fruizione online della sua collezione d’arte contemporanea. Il progetto, a cura di Marcello Smarrelli e sviluppato in collaborazione con Salottobuono, Studio Visuale, Metaverso Srl, è vincitore del TOCC – Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi, avviso pubblico promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Progetto NGEU – Next Generation EU attraverso i fondi destinati al PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per favorire l’innovazione e la transizione digitale.