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Accetto i termini e condizioni della Fondazione Ermanno Casoli

2 December 2020
MATTEO FATO, Gentile come un ritratto, 2020 (circa)

Artista: Matteo Fato
Curatore: Marcello Smarrelli
Azienda: Elica spa
Numero partecipanti:159
Luogo: Elica – Fabriano; FIME Elica Motors Division – Castelfidardo
XVIII Edizione

Matteo Fato vince la XVIII edizione del Premio Ermanno Casoli con il progetto Gentile come un ritratto, titolo che richiama volutamente il presunto autoritratto che il pittore Gentile da Fabriano (Fabriano 1370 ca., Roma 1427) avrebbe realizzato nel suo polittico l’Adorazione dei Magi (1423), oggi agli Uffizi.

Quella dell’artista è stata una sfida su più livelli: partire da un capolavoro del passato, legato al genio e all’eccellenza del territorio marchigiano, per concepire un’opera collettiva che parli del presente passando dall’autoritratto di Gentile al ritratto attuale di Elica. Si crea così un collegamento ideale che unisce, con un corto circuito temporale, la bottega rinascimentale dello storico pittore con l’azienda che da Fabriano, grazie alla passione del suo fondatore Ermanno Casoli, si è distinta nel mondo nell’ambito dell’industria e del design.

In un momento particolarmente difficile, in cui anche la dimensione relazionale del lavoro è messa a dura prova, il progetto proposto da Fato è stato scelto per la sensibilità e l’efficacia con cui è riuscito ad affrontare questo aspetto. L’artista ha deciso di aprire la sua autorialità ad un’operazione collettiva, traducendo il gesto pittorico, cifra distintiva del suo lavoro che “accade” nel silenzio e nella solitudine del suo studio, in un “fare insieme”, ricreando un senso intimo e profondo di vicinanza con l’altro. L’opera, che nella sua pluralità e astrazione è capace di rappresentare tutti quelli che hanno contribuito a realizzarla, è il risultato di un atelier temporaneo di pittura, durato una settimana, allestito negli spazi aziendali delle sedi Elica di Fabriano e Castelfidardo, condotto da Matteo Fato, a cui hanno partecipato 159 dipendenti invitati a lasciare il proprio segno su un’unica tela. Durante il workshop, i partecipanti hanno avuto la possibilità di confrontarsi, uno alla volta, personalmente con l’artista, riflettendo insieme sulla natura del ritratto come forma espressiva che rappresenta non solo un’individualità, ma l’epoca che la caratterizza. Per ritrarre un soggetto è infatti necessario poter giungere a una “familiarità” con il contesto storico, culturale e sociale che lo circonda. Con questa consapevolezza ogni partecipante ha ricevuto dall’artista la chiave per lasciare il proprio segno, alla ricerca di una somiglianza fondata sul proprio vissuto e sulla propria quotidianità. Il ritratto, come di consuetudine nel modus operandi dell’artista, diventa parte di una più articolata installazione, composta da altri dispositivi legati al suo processo di lavoro. Da questa azione collettiva sono state prodotte altre tele, ricavate dai panni utilizzati per la pulizia dei pennelli a ogni cambio di mano e di colore, a loro volta intelaiati e incorniciati all’interno delle rispettive casse da trasporto.

“Il titolo iniziale del workshop, nella sua messa al mondo come installazione definitiva, assume una pluralità necessaria: Gentili come un ritratto. Questa modifica alla prima e forse più importante parola del titolo, si mostra indispensabile per omaggiare gli occhi e le mani gentili, che ci hanno donato la loro storia; una storia preziosa che è divenuta ritratto di paesaggio del nostro tempo”. Matteo Fato

Gentili come un ritratto entra quindi a far parte di Elica Corporate Collection, una speciale collezione che raccoglie tutte le opere realizzate da artisti e dipendenti dell’azienda durante le attività promosse dalla Fondazione Ermanno Casoli.

Il progetto è parte delle celebrazioni per il 50° anniversario della nascita dell’azienda Elica, realizzato nell’ambito di E-STRAORDINARIO – il programma di formazione con l’arte contemporanea che, da oltre un decennio, contraddistingue l’attività della FEC.

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15 October 2019
FRANCESCA GRILLI, HAND#4, 2019

Titolo: Hand #4
Artista: Francesca Grilli
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Prof.ssa Chiara Paolino
Committente: UNICATT – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Numero partecipanti: 25
Luogo: Milano
Anno: 2019

HAND#4 è il titolo del workshop ideato e condotto da Francesca Grilli con l’intento di far comprendere, ai 25 studenti che vi hanno preso parte, come il carattere della persona possa essere rappresentato dal corpo, stimolandone una lettura più istintiva e libera.

Strutturata come un laboratorio di lettura del corpo, l’attività ha infatti come focus l’interpretazione delle linee della mano, da cui il titolo Hand. Le mani parlano di noi: sono una delle parti del corpo più usate per comunicare, suggellano nuove conoscenze e patti, sono strumenti perfetti di lavoro. La prima parte della giornata ha coinciso con una fase pittorica in cui i partecipanti, attraverso il colore, hanno imparato a prendere l’impronta della mano per avere una visione completa di tutte le sue linee. Nella seconda fase si è passati allo studio della mano stessa puntando l’attenzione sulla forma, colore, morbidezza, sensazione al tatto, elasticità. Nella fase finale, i partecipanti si sono scambiati reciproche letture della mano: le diverse storie sono state raccolte in una traccia sonora che, accompagnata dall’impronta della mano, compongono  di suoni e immagini realizzata da artista e partecipanti.

Il workshop ha permesso agli studenti che vi hanno preso parte di lavorare sul valore del cambiamento, della rottura degli schemi e sull’importanza della comunicazione come strumento necessario per il lavoro di squadra.

HAND#4 si inserisce nel corso, completamente in lingua inglese, tenuto da Chiara Paolino, ricercatrice di Organizzazione Aziendale e autrice, con Marcello Smarrelli e Deborah Carè, del libro Innovare l’impresa con l’arte. Il metodo della Fondazione Ermanno Casoli, pubblicato nel 2018 dalla Casa Editrice EGEA.

7 November 2018
SWITCH THE RULES, 2018

Titolo: Switch The Rules
Curatore: Alessandro Dandini de Sylva
Azienda: Elica
Evento: Roma Art week
Luogo: Roma
Anno: 2018
Esposizione: Roma – Spazio Cerere, dal 25 al 27 ottobre 2018

Switch The Rules è il titolo della mostra curata da Alessandro Dandini de Sylva, in cui sono state esposte le più belle fotografie dell’omonimo contest fotografico, promosso da Elica e FEC, negli spazi del Pastificio Cerere dal 25 al 27 ottobre nell’ambito della Roma Art Week.

Il contest, ispirato alla campagna pubblicitaria Elica “Upside Down” dedicata al nuovo piano aspirante NikolaTesla Switch, ha sfidato i partecipanti a liberare la propria creatività e presentare su Instagram immagini sorprendenti, capaci di modificare gli abituali punti di vista. Migliaia i partecipanti hanno saputo cogliere in pieno l’essenza del progetto condividendo sui loro profili Instragram contenuti di grande qualità con #SwitchTheRules e @elicarianuova.

La prestigiosa giuria composta da Cristina Casoli (Presidente FEC), Francesco Casoli (Presidente Elica); Maria Claudia Clemente (architetto, Studio Labics); Fabrizio Crisà (designer); Alessandro Dandini de Sylva (Direttore artistico Fondazione Malaspina); Rä Di Martino (artista), Marcello Smarrelli (Direttore artistico FEC) hanno selezionato, per la mostra, le creazioni più interessanti e originali tra le migliaia confluite durante il contest.

Durante l’inaugurazione è stato infine proclamato il vincitore, Pietro Bucciarelli, alias @buccinson, con lo scatto dal titolo “Trovaci qualcosa”, premiato con un buono per l’acquisto di materiale fotografico.

 

30 July 2019
PATRICK TUTTOFUOCO, THE RELAY, 2019

Artista: Patrick Tuttofuoco
Curatore: Marcello Smarrelli
Anno: 2019
Luogo: Serra San Quirico
Esposizione: Museo Premio Ermanno Casoli 1998-2007
Edizione Speciale 20 anni

The Relay è il titolo dell’opera site specific realizzata da Patrick Tuttofuoco, a cura di Marcello Smarrelli, per celebrare il ventennale dall’istituzione del Premio Ermanno Casoli.

La grande installazione luminosa realizzata dall’artista con il neon, affronta gli argomenti caratteristici del suo lavoro: le relazioni familiari e lo scambio generazionale, i meccanismi e i legami che uniscono e caratterizzano le comunità. Il titolo fa esplicito riferimento ad una disciplina olimpionica, la staffetta, unica specialità nell’atletica leggera che si configura come sport di squadra e non individuale, in cui i componenti devono correre passandosi una bacchetta: il testimone. Le mani, che si sfiorano, si toccano, si passano il testimone, sono le vere protagoniste di questo lavoro: sono una delle parti più importanti del corpo, ci permettono di socializzare, di lavorare, di stringere relazioni e contatti, di manifestare i nostri sentimenti. Nel lavoro di Tuttofuoco il semplice gesto di stringere una forma nella propria mano viene dilatato e riproposto in tutte le sue fasi, dando una dimensione spaziale alla nozione di tempo. Ricevere qualcosa ed essere in grado di trasmetterla ad un altro essere umano, diventa la metafora dello scambio, del dono, del premio, ma anche del susseguirsi delle generazioni e, in definitiva, della vita stessa.

The Relay è stata donata dalla Fondazione al Museo Premio Ermanno Casoli 1998-2007, arricchendo la collezione delle circa quaranta opere acquisite nelle prime dieci edizioni del Premio, istituito da Gianna Pieralisi, moglie di Ermanno Casoli – fondatore dell’azienda Elica, amante dell’arte e artista egli stesso scomparso prematuramente – e dai figli Cristina e Francesco Casoli. L’opera, installata nel corridoio di ingresso del Museo Premio Ermanno Casoli 1998 – 2007, funge da trait d’union tra la prima fase del premio e la seconda, nata nel 2007 con l’istituzione della Fondazione Ermanno Casoli.

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14 May 2018
LABICS, VISIONAIR, 2018

Titolo: Visionair
Artista: Labics (Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori)
Project leader: Andrea Di Renzo
Curatore: Marcello Smarrelli
Evento: Fuorisalone 2018
Luogo: Milano
Anno: 2018
Esposizioni: Università degli Studi di Milano – Cà Granda; INTERNI Exhibition House in Motion,16 – 28 aprile 2018 – Via Festa del Perdono 7, Milano

Visionair è il titolo dell’installazione realizzata dallo studio di architettura Labics (Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori) e curata da Marcello Smarrelli, presentata da Elica e FEC all’ultima edizione del Fuorisalone a Milano, parte della mostra INTERNI Exhibition House in Motion, visitabile dal 16 al 28 aprile 2018 presso la suggestiva sede dell’Università degli Studi di Milano, la Ca’ Granda, opera dell’architetto fiorentino Filarete, uno dei primi edifici rinascimentali della città di grande risonanza per lo sviluppo dell’architettura nell’Italia settentrionale.

Visionair è un ‘oggetto segnaletico’, una ‘piccola’ architettura nata da una riflessione sul tema del ribaltamento del punto di vista, concetto alla base delle recenti sperimentazioni portate avanti da Elica. Installata nel cortile della Cà Granda, di cui ne mutua la matrice geometrica e spaziale, si compone di una struttura piramidale in legno rivestita in materiale riflettente che, avvicinandosi, si rivela, lasciando percepire la presenza di uno spazio inusuale al suo interno e trasportando i visitatori in una dimensione surreale e capovolta della realtà. L’atto di varcare una soglia allude all’immaginario della casa, che accoglie e protegge; ma è anche metafora di una grande porta attraverso cui poter accedere ad un universo sconosciuto e suggestivo che prende forma grazie alla video installazione integrata, capace di coinvolgere il visitatore in un’esperienza tanto emozionante quanto originale.

All’interno di Visionair, infatti, uno spazio avvolgente – creato dal video realizzato da Giancarlo Soldi, proiettato a pavimento e riflesso sulle pareti laterali – ha accolto il grande flusso di visitatori proiettandoli in una dimensione visionaria, appunto, offrendo così un’esperienza immersiva unica. Come in un caleidoscopio le immagini video dell’interno sono state scomposte, ribaltate, ricomposte in forme nuove, generando un racconto inaspettato. La scelta di utilizzare materiali specchianti ha dato vita ad un’immagine astratta dell’esterno, mutevole come l’intensità della luce riflessa dall’esterno, sempre soggetta alle variazioni del tempo e del clima.

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18 May 2021
MICHELANGELO PISTOLETTO, LOVE DIFFERENCE, 2015

Titolo: Love Difference
Artista: Michelangelo Pistoletto e Love Difference
Curatore: Marcello Smarrelli
Evento: Natale 2015
Luogo: Headquarter Elica – Fabriano Anno: 2015 Esposizioni: 17 dicembre 2015 – 20 gennaio 2017

Elica Love(s) Difference è il un progetto concepito dall’artista Michelangelo Pistoletto e dall’associazione culturale da lui fondata, “Love Difference”, a cura di Marcello Smarrelli, presentato in occasione delle festività di fine anno da Elica e la Fondazione Ermanno Casoli.

Love Difference è un nome, uno slogan, un annuncio programmatico. Il movimento unisce l’universalità dell’arte all’idea di transnazionalità politica e focalizza la sua attività nell’area mediterranea in quanto in essa si rispecchiano i problemi della società globale. Da una parte la differenza tra etnie, religioni e culture è, oggi, causa di terribili conflitti; dall’altra vi è una drammatica situazione prodotta dalla supremazia dei poteri che producono l’uniformità e il livellamento delle differenze (…) Uniformità e differenza sono i due termini antagonisti che rappresentano la massima tensione conflittuale nell’attuale realtà planetaria. Una politica che porti ad “amare le differenze” è vitale per lo sviluppo di nuove prospettive nell’intera compagine sociale”. (dal Manifesto Love Difference, 2002, in “Journal 7”, Cittadellarte, Biella 2002, p. 47).

Le scritte al neon che componevano l’installazione hanno illuminato la facciata dell’headquarter dell’azienda a Fabriano per oltre un anno. I neon, tutti riportanti un’unica frase: “Love Difference”, ma in oltre 12 lingue diverse, hanno rappresentato un invito al rispetto e alla comprensione reciproca tra le diverse culture, un principio e un ideale sui quali fondare le nostre società.

Il progetto ha rafforzato e sottolineato la stretta collaborazione tra Elica/Fondazione Ermanno Casoli e Michelangelo Pistoletto/Love Difference, avviata con successo in occasione di Breathe Difference, programma di iniziative organizzate presso lo Showroom dell’azienda a Milano durante EXPO 2015.

22 December 2018
ELENA MAZZI, MASS AGE, MESSAGE, MESS AGE (ELICA 2018), 2018

Artista: Elena Mazzi
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Diego Agostini – Commitment
Azienda: Elica spa
Numero partecipanti:20
Luogo: Headquarter Elica – Fabriano
XVII Edizione

Mass age, message, mess age (Elica 2018), è il titolo del progetto dell’artista Elena Mazzi, vincitrice della XVII edizione del Premio Ermanno Casoli, a cura di Marcello Smarrelli, che ha visto la partecipazione attiva di venti dipendenti dell’azienda Elica.

Il progetto, parte di un work in progress iniziato nel 2015 con l’obiettivo di indagare e mettere in luce le dinamiche sottese alle strategie di comunicazione, ha previsto un talk aperto al pubblico e un workshop, nell’ambito di E-STRAORDINARIO, riservato ai dipendenti di Elica, che hanno avuto luogo a Fabriano presso l’headquarter aziendale. Il percorso di ricerca dell’artista parte dallo studio della parola “rivoluzione” nel suo significato più ampio di cambiamento radicale nelle strutture sociali, declinabile in diverse epoche storiche e in numerosi ambiti del sapere, che non può prescindere dall’analisi della comunicazione tra gli individui di una stessa comunità.

Coerentemente con gli obiettivi di tale ricerca Elena Mazzi, coadiuvata dal trainer specializzato in formazione aziendale Diego Agostini, della società di consulenza Commitment, ha invitato i 20 partecipanti al workshop a fare esperienza diretta delle condizioni di interruzione e distrazione in cui un messaggio può incorrere quando deve passare dal mittente al destinatario. Insieme, hanno lavorato sull’individuazione di parole tratte dal linguaggio manageriale di uso quotidiano, dalle loro esperienze personali di team building e relazioni all’interno dell’ambiente lavorativo, al fine di creare un glossario da utilizzare per la performance ispirata al gioco del telefono senza fili. Divisi in piccoli gruppi, i partecipanti hanno creato dei dispositivi per la comunicazione verbale, usati durante la performance, attraverso l’assemblaggio creativo e funzionale di materiali che caratterizzano la produzione aziendale.

Oggetti e parole sono confluiti in un’installazione dal titolo Mass age, message, mess age (Elica 2018): una scultura composta da due elementi fusi in alluminio, sintesi dei dieci dispositivi di comunicazione prodotti durante l’attività di formazione e un murales che riporta le parole selezionate e “giocate” durante la performance.

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14 March 2017
Ettore Favini, SILLAGE, 2015

Titolo: Sillage
Artista: Ettore Favini
Curatore: Marcello Smarrelli
Azienda: Elica
Evento: Expo 2015
Luogo: Milano
Anno: 2015

Sillage è il progetto dell’artista Ettore Favini ideato per Elica e FEC in occasione di EXPO Milano 2015 e presentato all’interno del padiglione di Save the Children, a sostegno delle iniziative da loro realizzate, sull’educazione e la sicurezza alimentare.

Il titolo del progetto Sillage è tratto dal vocabolario dei profumi: indica la scia che il profumo lascia intorno a noi, capace di superare le barriere e di propagarsi nell’ambiente circostante. In linea con questa definizione, Sillage è stato sviluppato in diverse fasi, la prima delle quali realizzata all’interno dell’orto comunitario del Villaggio Save the Children in EXPO dove tre celebri modelli di cappe Elica (Audrey, Edith, Seashell) sono stati trasformati in vasi per piantare orzo, avena, mandorla, finocchio, anice: piante facilmente coltivabili, capaci di legarsi ai temi da sempre vicini a Save the Children e, più in generale, ai temi dell’EXPO 2015 – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Una volta cresciute, le piante sono state trasformate in essenze per creato una profumazione studiata appositamente per Marie, il diffusore di fragranze di Elica, per il quale Ettore Favini ha realizzato una cover speciale ottenuta dall’elaborazione di un’immagine di natura morta formata dagli ortaggi che compongono la fragranza.

Sillage, l’edizione limitata di Marie per Save the Children con la sua originale fragranza, è stato presentato nell’ambito di una performance a Palazzo Visconti a Milano. Parte del ricavato delle vendite è andata a sostegno della campagna Every One di Save the Children, finalizzata a combattere la mortalità infantile nelle aree più disagiate del mondo.

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25 September 2018
ELENA MAZZI, Mass age, message, mess age, 2018

Titolo: Mass age, message, mess age
Artista: Elena Mazzi
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Diego Agostini – Commitment
Azienda: Business School del Sole 24 Ore
Numero partecipanti: 15
Luogo: Milano
Anno: 2018

Mass age, message, mess age è il titolo del workshop realizzato dall’artista Elena Mazzi con un gruppo di quindici studenti del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole 24 Ore, tenutosi presso la sede milanese in via Monte Rosa. Per questa occasione, la Fondazione Ermanno Casoli – da anni partner della Business School del Sole 24 Ore – ha proposto Mass age, message, mess age (Elica, 2018) in cui i partecipanti, coadiuvati dal curatore e dal formatore aziendale, hanno potuto sperimentare il workshop realizzato nell’azienda Elica alla base del progetto con cui l’artista si è aggiudicata il Premio Ermanno Casoli 2018.  L’obiettivo è infatti quello di far vivere agli studenti un’esperienza formativa sperimentata in ambito aziendale, analizzandone contenuti e modalità.

Mass age, message, mess age, iniziato dall’artista nel 2015 come un work in progress per mettere in luce le dinamiche sottese alle strategie di comunicazione, è un laboratorio che approfondisce le tematiche della trasmissione, ricezione, distorsione ed elaborazione dei messaggi. Il percorso di ricerca di Elena Mazzi parte dallo studio della parola “rivoluzione” nel suo significato più ampio di cambiamento radicale nelle strutture sociali, declinabile in diverse epoche storiche e in numerosi ambiti del sapere, che non può prescindere dall’analisi della comunicazione tra gli individui di una stessa comunità.

Gli studenti hanno lavorato sull’individuazione di parole tratte dal linguaggio manageriale di uso quotidiano, dalle loro esperienze personali di team building e relazioni all’interno della classe, al fine di creare un glossario da utilizzare in un secondo momento della giornata. Divisi in piccoli gruppi, i partecipanti hanno creato dei dispositivi per la comunicazione verbale attraverso l’assemblaggio, creativo ma funzionale, di oggetti costruiti con vari materiali, tra cui pezzi di recupero e riciclo che rappresentano il cuore della produzione di Elica: le cappe.

Le parole scelte e i device realizzati sono stati utilizzati per una performance ispirata al gioco del telefono senza fili, emblematico per la sperimentare cosa succede quando un messaggio viene distorto, confuso o interrotto.

 

14 March 2017
Michelangelo Pistoletto, BREATHE DIFFERENCE – Aria Nuova dal Terzo Paradiso, 2015

Titolo: Breathe Difference – Aria Nuova dal Terzo Paradiso
Artista: Michelangelo Pistoletto e Love Difference
Curatore: Marcello Smarrelli
Evento: EXPO 2015
Luogo: Milano
Anno: 2015
Esposizioni: Milano – Showroom Elica dal 19 al 27 giugno

Breathe Difference – Aria Nuova dal Terzo Paradiso è il progetto dell’artista Michelangelo Pistoletto e dell’associazione culturale da lui fondata, Love Difference, che in occasione di EXPO Milano 2015, Elica e FEC hanno presentato presso lo showroom Elica di Milano.

Nel 2003 Pistoletto, protagonista dell’Arte Povera, ha scritto il manifesto del Terzo Paradiso disegnandone il simbolo: il Nuovo Segno di Infinito, una riconfigurazione del segno matematico d’infinito, ideale superamento del conflitto in cui natura e artificio si trovano nell’attuale società. Per questa occasione, Pistoletto ha creato un’inedita versione del Nuovo Segno di Infinito realizzata in acciaio specchiante, che è stata sospesa all’interno dello showroom di Elica creando un suggestivo gioco di rimandi e di riflessi.

L’opera di Pistoletto ha introdotto idealmente i temi trattati nel programma di workshops e incontri dal titolo Breathe Difference diverse forme di nutrimento che, dal 19 al 27 giugno, si sono susseguiti nello showroom trasformato in un vero laboratorio di idee, con l’obiettivo di indagare il rapporto uomo, ambiente e sfruttamento delle risorse del pianeta, argomenti al centro di EXPO 2015. Le attività dei vari laboratori si sono conclusi con un’opera collettiva frutto delle giornate di lavoro a cui hanno partecipato decine di giovani intervenuti da tutte le parti del mondo grazie ad una call lanciata da Love Difference che ha coordinato tutte le attività.

 

15 March 2017
Fabio Bonelli, MUSICA DA CUCINA, 2014

Titolo: Musica da cucina
Artista: Fabio Bonelli
Azienda: Elica
Evento: Concerto – performance di Natale
Luogo: Fabriano – Headquarters Elica
Anno: 2014

Musica da cucina è il titolo del concerto-performance ideato dal musicista Fabio Bonelli e tenutosi il 18 dicembre 2014 presso la sede di Elica a Fabriano.

Il progetto, nato da un’idea di Fabio Bonelli, fondatore del laboratorio creativo People from the Mountains, a Morbegno in provincia di Sondrio,  ha preso vita dall’idea di catturare i suoni della cucina, creando un tappeto sonoro su cui chitarra, clarinetto, fisarmonica e voce hanno intessuto intime melodie. Il risultato è stato una musica suggestiva e insolita, un corpo sonoro etereo e ipnotico in cui si innestano suoni familiari ed evocativi come l’acqua che scorre, il fischio del bollitore, il rumore delle posate sui piatti, il tintinnio dei bicchieri.

Il concerto-performance si è trasformato quindi in un dialogo intimo e diretto con il pubblico, che ha partecipato attivamente, trovandosi a suonare pentole e oggetti della cucina e vivendo così un’esperienza unica nel suo genere.

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12 January 2017
Francesco Arena, DA BAMBINO CAMMINAVO METTENDO I PIEDI SOLO SULLE MATTONELLE NERE, 2015

Titolo: Da bambino camminavo mettendo i piedi solo sulle mattonelle nere, ora che sono grande quando cammino non so più su quale colore di mattonella mettere i piedi
Artista: Francesco Arena
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Piero Tucci – M&D
Evento: Business Meets Art
Numero partecipanti: 20
Luogo: Museo del Castello – Udine
Anno: 2015

Da bambino camminavo mettendo i piedi solo sulle mattonelle nere, ora che sono
grande quando cammino non so più su quale colore di mattonelle mettere i piedi è il titolo del workshop ideato e condotto dall’artista Francesco Arena per un’aula molto eterogenea formata da venti persone tra imprenditori, rappresentanti di istituzioni locali, giovani artisti del territorio, nell’ambito della terza edizione di Business Meets Art – manifestazione internazionale dedicata all’arte e impresa ideata dell’associazione ETRARTE.

Il workshop, che indagava il rapporto tra individuo e memoria indagando come vissuto e ricordi personali si perdano nel flusso della memoria collettiva, si è svolto attraverso tre “esercizi”. Il primo era incentrato sul il rapporto personale che ognuno instaura con la storia e con il mito, il secondo sulla relazione che si crea tra un fatto storico e lo spazio in cui questo avviene l’ultimo sul confronto tra il tempo della storia con quello personale e collettivo.

L’artista, affiancato dal curatore e dal formatore aziendale, ha interagito con l’eterogeneo gruppo stimolando la riflessione sulla collaborazione, sulla diversità di stili e di metodi di lavoro attraverso l’esperienza concreta dei partecipanti alla realizzazione di un’opera d’arte partecipata realizzata con i materiali prodotti nel corso della giornata di lavoro.

15 March 2017
Fabio Barile e Francesco Neri, MIDDLE EARTH. A JOURNEY INSIDE ELICA, 2014

Titolo: Middle-Earth. A journey inside Elica
Artista: Fabio Barile e  Francesco Neri
Curatore: Marcello Smarrelli e Alessandro Dandini de Sylva
Evento: Fuorisalone 2014
Luogo: Milano
Anno: 2014
Esposizioni: Showroom Elica – Milano

Middle-Earth. A Journey Inside Elica è il titolo del progetto realizzato dai fotografi Fabio Barile e Francesco Neri per Elica, curato da Marcello Smarrelli e Alessandro Dandini de Sylva. Si tratta di una commissione finalizzata alla realizzazione di una campagna fotografica in tre sedi del Gruppo Elica nel mondo: Querétaro (Messico), Shengzhou (Cina) e Fabriano (Italia), con l’obiettivo di restituire la complessità di una multinazionale che va oltre la semplice definizione di “azienda”. Una realtà formata dalle persone che ci lavorano, ognuna con una propria preziosa identità, indagata senza alcuna retorica dall’obiettivo dei fotografi. Trenta scatti che mostrano i volti, gli spazi di lavoro e i paesaggi che caratterizzano i luoghi dove si trovano gli stabilimenti, documentando la continua interazione e il serrato dialogo tra i fotografi, i personaggi e l’ambiente.

Gli scatti sono stati oggetto di una mostra realizzata presso lo Showroom Elica in occasione del Fuorsisalonesalone 2014 (evento collaterale del Salone del Mobile di Milano, con un allestimento dello studio di architettura e trasformazioni territoriali stARTT) e e raccolte in un’importante pubblicazione in cui vengono accompagnate dall’intervista ai fotografi e dai testi critici firmati dai curatori.

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12 January 2017
Diego Marcon, ESERCIZI DI STILE #1, 2015

Titolo: Esercizi di stile #1
Artista: Diego Marcon
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Diego Varvelli
Evento: Cult Lab – Spin off di Impresa Culturale
Numero partecipanti: 20
Luogo: Museo della Carta e della Filigrana – Fabriano
Anno: 2015

Esercizi di stile#1 è il titolo del progetto ideato dall’artista Diego Marcon con un gruppo di venti imprenditori marchigiani, coadiuvati dal curatore e dal formatore aziendale, tenutosi presso il Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano.

Come suggerito dal titolo, Esercizi di stile#1 si presenta come un esperimento di scrittura: prendendo spunto dal libro omonimo Esercizi di stile di Raymond Queneau, ai partecipanti è stato fornito un breve “aneddoto di base” dal quale sviluppare tre variazioni, relative al registro linguistico, al genere letterario e al supporto fisico sul quale riscrivere il testo. Manager di lungo corso e giovani imprenditori del territorio hanno lavorato in gruppi e al termine della giornata di lavoro tutti i contributi, rielaborati dall’artista, sono stati raccolti per formare una rivista/fanzine, un libro d’artista a tutti gli effetti, edito in serie numerata, di cui ad ogni partecipante è stata consegnata una copia. Infine, il trainer in formazione aziendale, ha concluso la giornata  di lavoro traducendo la metafora dell’arte in comportamenti organizzativi concreti, sottolineando il valore di questo tipo di esperienza tesa a rafforzare il pensiero innovativo.

Il workshop si è svolto nell’ambito di “Cult Lab – Spin off di impresa culturale”, promosso da Meccano Spa, Università di Urbino “Carlo Bo” e Università di Macerata, occasione di network fra progetti culturali e mondo delle imprese che incoraggia le opportunità di sviluppo che possono scaturire da questo incontro.

20 March 2017
Marco Mencoboni, MANO D’OPERA, 2013

Titolo: Mano d’Opera
Artista: Marco Mencoboni
Curatore: Marcello Smarrelli
Azienda: Elica
Evento: Concerto – performance
Luogo: Fabriano – Headquarters Elica
Anno: 2013

Mano d’Opera è il titolo del concerto-performance, ideato e curato da Marco Mencoboni – musicista e direttore artistico del Cantar Lontano Festival – per il Consorzio Marche Spettacolo (CMS), con la FEC, tenutosi il 19 dicembre 2013 presso l’Headquartes Elica di Fabriano.

Al centro di questo progetto l’interazione tra musicisti e operai: una sfida inedita e visionaria, che ha visto protagonista il quartetto d’archi della Canalgrande Adriatic Baroque Orchestra e ha coinvolto, al pari dei musicisti, alcuni dipendenti di Elica. Il palco, allestito presso il centro logistico di Elica, all’interno di una linea produttiva ormai in disuso, ha trasfigurato l’ambiente portando gli ascoltatori in una dimensione teatrale e proiettata all’ascolto.

Mano d’Opera è stato realizzato con la partecipazione dell’Associazione Nuova Musica di Macerata, del Festival AdriaticoMediterraneo di Ancona, del Rossini Opera Festival e della Fondazione Symbola.

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12 January 2017
Francesca Grilli, HAND, 2015

Titolo: Hand
Artista: Francesca Grilli
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Piero Tucci – M&D
Evento: Cult Lab – Spin off di Impresa Culturale
Numero partecipanti: 34
Luogo: Montefiore dell’Aso (AP) – Polo Museale di San Francesco
Anno: 2015

Hand è il titolo del workshop ideato e realizzato dall’artista Francesca Grilli, affiancata dal curatore e del formatore aziendale, per un gruppo di trentaquattro persone, tra studenti e imprenditori marchigiani, tenutosi presso il Polo Museale di San Francesco a Montefiore dell’Aso, Ascoli Piceno.

Il workshop era strutturato come un laboratorio di lettura del corpo con un focus  particolare sull’interpretazione delle linee della mano, da cui il titolo Hand. Le mani parlano di noi: sono una delle parti del corpo più usate per comunicare, suggellano nuove conoscenze e patti, sono strumenti perfetti di lavoro. L’attività ha previsto una prima fase pittorica in cui i partecipanti, attraverso il colore, hanno imparato a prendere l’impronta della mano per avere una visione completa di tutte le sue linee. Nella seconda parte si è svolto uno studio sulla mano stessa: forma, colore, morbidezza, sensazione al tatto, elasticità. L’intento dell’artista, coadiuvata da un esperto di chiromanzia, è stato quello di far comprendere ai partecipanti come il carattere della persona possa essere rappresentato dal corpo, stimolandone una lettura più istintiva e libera. Nella fase finale del laboratorio, attraverso gli elementi di base della chiromanzia appresi durante la giornata di lavoro, i partecipanti si sono scambiati reciproche letture della mano: le diverse storie sono state raccolte in una traccia sonora che, accompagnate dall’impronta della mano, hanno composto l’esito finale del workshop, un’istallazione di suoni e immagini realizzata da artista e partecipanti.

Il workshop si è svolto nell’ambito di “Cult Lab – Spin off di impresa culturale”, promosso da Meccano Spa, Università di Urbino “Carlo Bo” e Università di Macerata, occasione di network fra progetti culturali e mondo delle imprese che incoraggia le opportunità di sviluppo che possono scaturire da questo incontro.

 

27 August 2018
Alessandro Dandini de Sylva, ACCIDENTI, 2018

Titolo: Accidenti
Artista: Alessandro Dandini de Sylva
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Marella Caramazza
Azienda: Fondazione ISTUD
Numero partecipanti: 15
Luogo: Milano – Asap Hub
Anno: 2018

Accidenti è il titolo del workshop ideato dall’artista Alessandro Dandini de Sylva e realizzato con quindici partecipanti tra docenti, ricercatori e project manager dell’ISTUD – la più rilevante Business School privata italiana – coadiuvati da curatore e formatore.

Nato da un approfondimento sul fascino dell’errore fotografico, il workshop s’intitola emblematicamente Accidenti. I partecipanti, attraverso una serie di sperimentazioni con pellicole istantanee, hanno affrontato i temi del controllo e della casualità, dell’astrazione e della rappresentazione del paesaggio. Il lavoro è stato incentrato sulla semplicità del percepire visivo e su una pratica di stampa quasi artigianale, punto di partenza per una profonda riflessione sulla natura della fotografia e delle sue possibilità di manipolazione. I paesaggi astratti così realizzati, sono il frutto di un procedimento volto a forzare, rompere e capovolgere l’eterna questione del rapporto tra fotografia, realtà e rappresentazione.

Il workshop si è concluso con l’allestimento della mostra delle fotografie prodotte e incorniciate, che formano un’unica grande opera d’arte costituita da più parti, un segno duraturo che ricorderà ai partecipanti l’importanza di lavorare insieme pur mantenendo ognuno la propria focalizzazione scientifica, elemento fondamentale in un’organizzazione ad alto contenuto professionale e intellettuale come è ISTUD.

20 March 2017
Francesco Arena, CANZONE (POVERA PATRIA),2012

Titolo: Canzone (povera patria)
Artista: Francesco Arena
Curatore: Marcello Smarrelli
Evento: Poiesis – Festival di poesia, arte, musica, cinema e teatro
Luogo: Fabriano – Chiostro del Convento di San Francesco
Anno: 2012

Canzone (povera patria) è il titolo della performance commissionata a Francesco Arena dalla FEC, invitata a partecipare con un’opera d’arte alla quinta edizione di Poiesis – Festival di poesia arte, musica, cinema e teatro, in programma a Fabriano dal 25 al 27 maggio 2012.

Nell’azione performativa un operaio, sotto “dettatura” dell’artista, ha colpito con una smerigliatrice un palo di metallo installato in un’arcata del chiostro medievale, provocando delle scintille brevi e lunghe, corrispondenti al punto e alla linea dell’alfabeto Morse. In questo modo l’uomo “ha scritto” il testo di Povera Patria, una delle canzoni più popolari di Franco Battiato, in cui l’autore rivolge all’Italia uno sguardo lucido e critico, esprimendo con parole dure il suo sdegno (“Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame…”), ma lanciando anche un chiaro messaggio di speranza e riscatto (“Non cambierà, non cambierà sì che cambierà, vedrai che cambierà”).
Lo stridore provocato dall’azione, molto familiare a chi lavora nelle officine, ha costretto gli spettatori a portare le mani alle orecchie per alleviare il fastidio generato dal rumore.

Con questa performance la FEC ha voluto rendere omaggio al lavoro, consapevole dell’importanza che questo riveste nella vita delle persone e nella costruzione di una società più giusta, ma anche riflettere su un tema che ha contraddistinto per anni l’identità di Fabriano, oggi completamente da reinventare attraverso nuovi stimoli e nuove idee.

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15 March 2017
Sissi, ASPIRANTI ASPIRATORI, 2012

Titolo: Aspiranti Aspiratori
Artista: Sissi
Curatore: Marcello Smarrelli
Azienda: Elica
Luogo: Fabriano – Headquarters Elica
Anno: 2012
Presentazioni e esposizioni: Fuorisalone 2012 – Milano; Bologna – Festival del Libro d’Arte di Bologna 2012 ; Shangai – Galleria Aike-Dellarco, dal 6 luglio al 15 agosto 2013.

Aspiranti Aspiratori è il progetto dell’artista Sissi realizzato per Elica, basato su una originale e personale teoria. Innestandosi con la sua presenza costante e con le sue azioni nel corpo dell’azienda, l’artista genera un continuo e incessante scambio osmotico, dal quale nasce un nuova identità, l’Organindustria, ovvero l’industria trasformata nel corpo stesso dell’artista.

Partendo da queste premesse, Sissi si è cimentata nel compito di ripensare il concetto di purificazione dell’aria, tema centrale nella ricerca di Elica, e per farlo si è fatta costruire il suo atelier all’interno del Laboratorio Prototipi dell’Headquarters. La Cubatrice, questo il singolare nome dato al suo spazio di lavoro,  è inteso come un luogo protetto, limitato, ma allo stesso tempo aperto a tutte le interazioni. Qui, infatti, i dipendenti dell’azienda hanno visto nascere e crescere le opere dell’artista, diventando partecipi e complici di questa genesi. Da questo delicato processo di contaminazione e di scambio sono nati disegni, collage, sculture, ma soprattutto pensieri. La storia raccontata da Sissi, che ha il sapore della mitologia, narra la genesi di una famiglia di dieci Aspiranti Aspiratori: dieci potenziali personaggi che aspirano a diventare purificatori, ciascuno con un’identità ben definita e con un nome che indica un concetto chiave, coerente con la sua forma e la sua funzionalità.

Tre dei dieci Aspiranti Aspiratori progettati sono stati realizzati ed esposti, insieme al video d’animazione Casting che racconta la loro nascitain una mostra presso lo Showroom  milanese di Elica  in occasione del Fuorisalone 2012, evento collaterale del Salone del Mobile di Milano, con un allestimento dello studio di architettura Salottobuono.

Il progetto è stato inoltre protagonista di due importanti eventi promossi dalla FEC in collaborazione con Elica: la presentazione del  libro d’artista edito da Corraini che ne documenta tutte le fasi di realizzazione, presentato al  MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, all’interno della IX edizione di Artelibro Festival di Bologna  2012; e l’omonima  mostra personale dell’artista , tenutasi presso la Galleria Aike-Dellarco di Shangai, dal 6 luglio al 15 agosto 2013.

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8 February 2017
Pietro Ruffo, THE WISHFUL MAP #2 – Pocket Museums, 2015

Titolo:  The Wishful Map #2 – Pocket Museums
Artista: Pietro Ruffo
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Piero Tucci – M&D
Azienda: Business School del Sole 24 Ore
Numero partecipanti: 38
Luogo: MUDEC – Milano
Anno: 2015

The Wishful Map #2 – Pocket Museums è il titolo del progetto realizzato dall’artista Pietro Ruffo insieme a trentotto studenti del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole 24 Ore, presso il MUDEC – Museo delle Culture di Milano e sviluppato a partire dai cambiamenti in atto con la riforma del Ministero dei Beni Culturali dovuti al Ministro Dario Franceschini, con i quali sono stati nominati direttori e soprintendenti per il nuovo corso del MiBACT.

L’artista, che ha guidato l’attività affiancato dal curatore e dal formatore aziendale, ha invitato ogni partecipante a scrivere un proprio statement per la direzione di uno dei ventisei musei del circuito AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani assegnatogli, utilizzando cinque concetti chiave scelti da una lista, più uno indicato da loro, su cui costruire le linee guida per la direzione dell’istituzione. Ogni partecipante ha inoltre individuato un’immagine che rappresentasse l’istituzione (un’opera della collezione, un dettaglio architettonico, il logo ecc…) e che ne diventasse il simbolo.

Per indirizzare gli studenti nella progettazione, Andrea Viliani – direttore del Museo MADRE di Napoli – è stato invitato a raccontare la sua esperienza, il modo in cui impostare un’ application per l’ipotetica direzione, le linee guida su cui costruire la programmazione culturale di un museo. Nella seconda parte del workshop, infine, ogni partecipante ha realizzato la sua “mappa simbolica” che attraverso linee e colori ha reso visibili le diverse e personali strategie applicate all’attività di direzione dei diversi musei.

Le trentotto mappe, vere e proprie opere d’arte frutto della giornata di lavoro, sono state installate nella sede del Master di Milano.

The Wishful Map, è un progetto nato dalla collaborazione tra l’artista Pietro Ruffo, il trainer specializzato in formazione e sviluppo delle risorse umane Piero Tucci e la Fondazione Ermanno Casoli,  con l’obiettivo di realizzare una serie di mappe concettuali capaci di rappresentare l’identità e i valori delle aziende, attraverso un’opera d’arte condivisa. Tra le aziende che hanno partecipato al progetto: Angelini Acraf spa (2015), Banca di Credito Cooperativo di Bellegra (2016), Euler Hermes Italia del gruppo assicurativo Allianz (2016).

20 March 2017
Andrea Nacciarriti, LESS THAN AIR, 2010

Titolo: Less tha Air
Artista: Andrea Nacciarriti
Curatore: Marcello Smarrelli
Evento: 49° Salone del Mobile
Luogo: Milano
Anno: 2010
Esposizione: Milano – Showroom Elica dal 14 al 19 aprile

Less than air è un progetto dell’artista Andrea Nacciarriti realizzato per Elica, in occasione del Fuorisalone 2010, evento collaterale del Salone del Mobile di Milano.

L’idea nasce dal desiderio dell’artista di visualizzare l’aria, solitamente invisibile e percepibile alla vista solo attraverso gli effetti che produce quando diventa vento e la pressione delle molecole incontra la materia. Andrea Nacciarriti, insieme ai tecnici di Elica Tech Lab, il laboratorio di ricerca e certificazione del Gruppo industriale, ha effettuato una serie di esperimenti cercando di dare forma e concretezza a ciò che per natura è invisibile, di formalizzare e far diventare tangibile l’esperienza dell’aria.
Il tentativo di rendere malleabile e docile il comportamento delle molecole aeree, ha rivelato all’artista la possibilità di attivarle e sentirne prepotentemente gli spostamenti, farle funzionare quali indicatori del potenziale fisico e concettuale del “materiale” più imprevedibile e vitale, a cui nessuno di noi può sottrarsi.
Come testimonianza di questo lungo periodo di sperimentazione e ricerca sono state installate, nello Showroom di Elica di Milano, diverse opere d’arte che funzionavano come dispositivi capaci di diffondere flussi d’aria in modi diversi, spesso sorprendenti, modificando la percezione dello spazio e coinvolgendo attivamente lo spettatore.

Andrea Nacciarriti website
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18 January 2017
Pietro Ruffo, THE WISHFUL MAP #1, 2015

Titolo: The Wishful Map #1
Artista: Pietro Ruffo
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Piero Tucci – M&D
Azienda: Angelini – Acraf spa
Numero: partecipanti: 60
Luogo: Roma – Lanificio Luciani
Anno: 2015

The Wishful Map #1 è il titolo del workshop ideato da Pietro Ruffo per sessanta dipendenti, tra dirigenti e quadri, dell’azienda Angelini Acraf spa, svoltosi presso il Lanificio Luciani di Roma ed incentrato sull’obiettivo di restituire attraverso un’opera d’arte la presenza dell’azienda nel mondo, evidenziandone la cultura e i valori fondanti.

Le due giornate di formazione guidate dall’artista, affiancato dal curatore e dal formatore aziendale, hanno avuto inizio con una riflessione sulle possibili forme attraverso cui realizzare un planisfero che ha portato alla scelta della proiezione del mondo su un icosaedro regolare con cui ricreare un atlante completo, diviso in venti triangoli equilateri. Il triangolo equilatero, esplicito riferimento al logo di Angelini, è stato il modulo di lavoro per i partecipanti divisi in gruppi che, attraverso un processo condiviso tra i vari componenti dell’aula, hanno associato un colore a ciascuna delle trenta parole chiave individuate per descrivere l’azienda e riportate ad acquerello sulla mappa. In seguito, ogni partecipante ha realizzato il ritratto a matita di uno dei colleghi partecipanti al workshop. I sessanta ritratti hanno costituito un ulteriore elemento di identità della mappa, rafforzando la convinzione che il capitale umano sia la vera ricchezza dell’azienda e il potenziale più alto per la sua crescita. Il grande planisfero, The Wishful Map #1, è stato successivamente collocato nell’androne dello stabilimento di Santa Palomba.

The Wishful Map, è un progetto nato dalla collaborazione tra l’artista Pietro Ruffo, il trainer specializzato in formazione e sviluppo delle risorse umane Piero Tucci e la Fondazione Ermanno Casoli, con l’obiettivo di realizzare una serie di mappe concettuali capaci di rappresentare l’identità e i valori delle aziende, attraverso un’opera d’arte condivisa. Tra le aziende che hanno partecipato al progetto: Business School del Sole24Ore (2015), Banca di Credito Cooperativo di Bellegra (2016), Euler Hermes Italia del gruppo assicurativo Allianz (2016).

24 May 2017
Gaetano Pesce, Pescecappa x Pescetrullo, 2009

Titolo: Pescecappa x Pescetrullo
Artista: Gaetano Pesce
Curatore: Marcello Smarrelli
Azienda: Elica
Evento: 48a edizione del Salone Internazionale del Mobile
Luogo: Milano
Anno: 2009
Esposizione: Milano – Showroom Elica dal 22 al 27 aprile 2009; Milano – Triennale, Cucine & Ultracorpi, dal 9 aprile 2015 al 21 febbraio 2016 (Expo 2015); Roma – Ministero degli Affari Esteri, Collezione Farnesina Design, mostra permanente

Pescecappa x Pescetrullo è il titolo del progetto dell’artista Gaetano Pesce, commissionato dalla FEC e curato da Marcello Smarrelli, in collaborazione con Elica e Caterina Tognon Arte Contemporanea presentato presso lo presso lo Showroom Elica in occasione della 48a edizione del Salone Internazionale del Mobile di Milano 2009.

L’artista ha proposto una nuova immagine della cappa aspirante partendo dal suo predecessore: la cappa del camino. Pescecappa è infatti un prototipo di cappa aspirante, primo di un’edizione di quindici esemplari unici, numerati e firmati dall’artista stesso, ideato per la cucina del Pescetrullo, inconsueta e innovativa abitazione realizzata da Caterina Tognon nella campagna pugliese, su progetto dello stesso Gaetano Pesce. Protagonisti della cappa alcuni semplici prodotti: verdura, frutta e legumi ad esprimere il legame con la terra, conservando odori e sapori semplici ma antichi, simbolo di una concezione di vita salutare e rispettosa dell’ambiente.

La cappa realizzata da Gaetano Pesce è stata esposta alla mostra curata da Germano Celant Cucine & Ultracopri , presso la Triennale di Milano per Expo 2015 e scelta come parte della Collezione Farnesina Design esposta presso il Ministero degli Affari Esteri.

Pescecappa.it

La Triennale – Cucine&Ultracorpi

 

11 January 2017
Ettore Favini, OGGETTI SOCIALI, 2014

Titolo: Oggetti Sociali
Artista: Ettore Favini
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Giovanni Boano – HiC et NunC
Azienda: Jungheinrich
Numeri partecipanti: 15
Luogo: Villa Panza di Biumo – Varese
Anno: 2014

 

Oggetti Sociali è il titolo del workshop ideato e condotto dall’artista Ettore Favini insieme a formatore e al curatore, a cui hanno partecipato quindici manager dell’azienda Jungheinrich – filiale italiana della multinazionale tedesca Jungheinrich AG, leader nella logistica di magazzino in Europa – tenutosi presso la Villa Panza di Biumo a Varese.

Per avviare il processo di realizzazione dell’attività formativa, nei giorni antecedenti al workshop i partecipanti hanno ricevuto una lettera nella quale si chiedeva di individuare un oggetto personale, tra quelli a loro più cari, dai quali si sarebbero dovuti separare. Gli oggetti, inseriti in un involucro che li rendeva anonimi, sono stati al centro di una lunga discussione che verteva intorno al tema dell’identità e di come questa si possa raccontare anche attraverso gli oggetti. Nella seconda fase del workshop i partecipanti hanno progettato una scaffalatura in cui esporre gli oggetti stessi, secondo un’idea di display nata dalla discussione precedente.

L’attenzione al metodo di creazione dell’opera d’arte partecipata, esito finale del workshop e successivamente collocata in azienda, insieme così alla documentazione delle dinamiche interne al gruppo filtrate dallo sguardo dell’artista, sono stati gli elementi fondanti del progetto. Oggetti Sociali  si inseriva nell’ambito del programma formativo di Jungheinrich, dal titolo Logistics Systems Build Together.

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20 March 2017
Ettore Favini, Verdecuratoda…voi, 2008

Titolo: Verdecuratoda…voi
Artista: Ettore Favini
Curatore: Marcello Smarrelli
Evento: Naturalmente festival – Terre del buon vivere
Luogo: Monsano – Parco del Santuario di Santa Maria
Anno: 2008

Verdecuratoda…voi è il titolo dell’installazione dell’artista Ettore Favini commissionata dalla FEC, invitata a partecipare con un’opera d’arte alla quarta edizione di Naturalmente festival – Terre del buon vivere, svoltasi presso il Parco del Santuario di Santa Maria a Monsano in provincia di Ancona nel 2008

L’obiettivo principale del festival è stato quello di promuovere la crescita dell’economia equa e solidale, approfondendo, attraverso una serie di iniziative permanenti, le tematiche connesse all’agricoltura biologica, alle energie rinnovabili e al turismo responsabile.
Verdecuratoda…voi, installazione che in questo contesto è risultata particolarmente emblematica, fa parte di un progetto più ampio per costruire la più grande scultura vegetale del mondo, individuando spazi pubblici inutilizzati e riqualificarli attraverso la piantumazione di essenze arboree. Il festival è stato l’occasione per presentare il prototipo di distributore automatico che eroga semi di piante facili da coltivare, che ognuno può prelevare e piantare segnando il punto su una mappa rintracciabile sul sito www.verdecuratoda.com . In questo caso, la quantità totale di semi all’interno delle sfere erogate dal distributore sarebbe stata sufficiente a coltivare un prato in grado soddisfare il fabbisogno giornaliero di ossigeno di un essere umano.

Il progetto prosegue ancora oggi all’interno dell’Headquarters Elica di Fabriano dove è possibile utilizzare il distributore, ma anche in altri luoghi indicati al sito www.verdecuratoda.org

16 September 2016
Andrea Mastrovito, VITRIOL, 2016

Artista: Andrea Mastrovito
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Piero Tucci – M&D
Azienda: Angelini – Acraf spa
Numero partecipanti:100
Luogo: Ancona
XVI Edizione

Vitriol è il titolo del progetto che l’artista Andrea Mastrovito ha ideato per la XVI edizione del Premio Ermanno Casoli con la partecipazione di cento dipendenti dell’azienda farmaceutica Angelini Acraf spa sede di Ancona.

L’acronimo Vitriol, dietro al quale si cela una frase latina celebre tra gli alchimisti: Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem, che tradotto in italiano significa “Visita l’interno della terra e rettificando troverai la pietra nascosta”, ha ispirato l’artista nella realizzazione di un ciclo di sette interventi murali disseminati negli spazi della sede anconetana dell’azienda, dove si sono svolte tutte le attività legate al premio.

Per una settimana l’artista, insieme al corposo gruppo di lavoro suddiviso in squadre, ha realizzato il ciclo Vitriol incidendo i muri di sette luoghi prescelti nello stabilimento Angelini, estrapolandone una serie di figure emblematiche che hanno preso vita attraverso i colori preesistenti nei vari strati del muro, svelando nella stratificazione e nel passaggio del tempo, una vera e propria archeologia dello spazio. Le polveri ricavate scavando le pareti sono state raccolte ed esposte come parte costitutiva dell’opera finale, come fossero “l’anima” delle figure incise sui muri, il loro “principio attivo” – con un forte legame all’attività produttiva di Angelini.

I cento dipendenti coinvolti in questo percorso formativo di team building  guidato dal trainer aziendale Piero Tucci, hanno contribuito attivamente, insieme all’artista e al curatore, alla realizzazione di Vitriol, che sarà visibile permanentemente negli spazi dell’azienda.
L’iniziativa fa parte delle attività del progetto DCE – Distretto Culturale Evoluto della Regione Marche “La Valle della creatività”.

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12 January 2017
Francesco Barocco, UNDERDRAWING, 2014

Titolo: Underdrawing
Artista: Francesco Barocco
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Giovanni Boano- Hic et NunC
Azienda: Business School del Sole 24 Ore
Numero partecipanti: 28
Luogo: Milano
Anno: 2014

Underdrawing è il titolo del workshop ideato e condotto dall’artista Francesco Barocco con ventotto studenti del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole 24. I partecipanti, coadiuvati dal curatore e dal formatore, si sono misurati con il disegno e con l’antica tecnica della quadrettatura sotto la guida dell’artista, al fine di realizzare delle copie fedeli di disegni dei grandi maestri della pittura italiana.

La prima fase del workshop consisteva in una vera e propria lezione di disegno, con l’obiettivo di permettere agli studenti di fare esperienza su cosa significa tracciare un segno su un foglio, di acquisire una maggiore consapevolezza delle tecniche e degli strumenti base del fare arte. La seconda fase, invece, è stata finalizzata alla creazione di una copia: ad ogni partecipante è stato consegnato un piccolo ed essenziale kit – matita, foglio, gomma – e alcuni modelli di disegni da riprodurre, in modo che ognuno potesse scegliere il suo, assecondando la propria sensibilità.

I disegni realizzati sono stati rielaborati e fotografati dall’artista facendo dello scatto fotografico la matrice che ha consentito di stamparne un esemplare, per ciascuno dei partecipanti, di quella che è stata a tutti gli effetti un’ “opera a quattro mani”, testimonianza dell’esperienza vissuta.

 

11 January 2017
Marinella Senatore, WORKING IS NETWORKING, 2013

Titolo: Working is Networking
Artista: Marinella Senatore
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Piero Tucci – M&D
Azienda: Angelini – A.C.R.A.F. spa
Numero partecipanti: 22
Luogo: Palazzo Cavalli Fraschetti – Venezia
Anno: 2013