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Accetto i termini e condizioni della Fondazione Ermanno Casoli

15 October 2019
FRANCESCA GRILLI, HAND#4, 2019

Titolo: Hand #4
Artista: Francesca Grilli
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Prof.ssa Chiara Paolino
Committente: UNICATT – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Numero partecipanti: 25
Luogo: Milano
Anno: 2019

HAND#4 è il titolo del workshop ideato e condotto da Francesca Grilli con l’intento di far comprendere, ai 25 studenti che vi hanno preso parte, come il carattere della persona possa essere rappresentato dal corpo, stimolandone una lettura più istintiva e libera.

Strutturata come un laboratorio di lettura del corpo, l’attività ha infatti come focus l’interpretazione delle linee della mano, da cui il titolo Hand. Le mani parlano di noi: sono una delle parti del corpo più usate per comunicare, suggellano nuove conoscenze e patti, sono strumenti perfetti di lavoro. La prima parte della giornata ha coinciso con una fase pittorica in cui i partecipanti, attraverso il colore, hanno imparato a prendere l’impronta della mano per avere una visione completa di tutte le sue linee. Nella seconda fase si è passati allo studio della mano stessa puntando l’attenzione sulla forma, colore, morbidezza, sensazione al tatto, elasticità. Nella fase finale, i partecipanti si sono scambiati reciproche letture della mano: le diverse storie sono state raccolte in una traccia sonora che, accompagnata dall’impronta della mano, compongono  di suoni e immagini realizzata da artista e partecipanti.

Il workshop ha permesso agli studenti che vi hanno preso parte di lavorare sul valore del cambiamento, della rottura degli schemi e sull’importanza della comunicazione come strumento necessario per il lavoro di squadra.

HAND#4 si inserisce nel corso, completamente in lingua inglese, tenuto da Chiara Paolino, ricercatrice di Organizzazione Aziendale e autrice, con Marcello Smarrelli e Deborah Carè, del libro Innovare l’impresa con l’arte. Il metodo della Fondazione Ermanno Casoli, pubblicato nel 2018 dalla Casa Editrice EGEA.

7 November 2018
SWITCH THE RULES, 2018

Titolo: Switch The Rules
Curatore: Alessandro Dandini de Sylva
Azienda: Elica
Evento: Roma Art week
Luogo: Roma
Anno: 2018
Esposizione: Roma – Spazio Cerere, dal 25 al 27 ottobre 2018

Switch The Rules è il titolo della mostra curata da Alessandro Dandini de Sylva, in cui sono state esposte le più belle fotografie dell’omonimo contest fotografico, promosso da Elica e FEC, negli spazi del Pastificio Cerere dal 25 al 27 ottobre nell’ambito della Roma Art Week.

Il contest, ispirato alla campagna pubblicitaria Elica “Upside Down” dedicata al nuovo piano aspirante NikolaTesla Switch, ha sfidato i partecipanti a liberare la propria creatività e presentare su Instagram immagini sorprendenti, capaci di modificare gli abituali punti di vista. Migliaia i partecipanti hanno saputo cogliere in pieno l’essenza del progetto condividendo sui loro profili Instragram contenuti di grande qualità con #SwitchTheRules e @elicarianuova.

La prestigiosa giuria composta da Cristina Casoli (Presidente FEC), Francesco Casoli (Presidente Elica); Maria Claudia Clemente (architetto, Studio Labics); Fabrizio Crisà (designer); Alessandro Dandini de Sylva (Direttore artistico Fondazione Malaspina); Rä Di Martino (artista), Marcello Smarrelli (Direttore artistico FEC) hanno selezionato, per la mostra, le creazioni più interessanti e originali tra le migliaia confluite durante il contest.

Durante l’inaugurazione è stato infine proclamato il vincitore, Pietro Bucciarelli, alias @buccinson, con lo scatto dal titolo “Trovaci qualcosa”, premiato con un buono per l’acquisto di materiale fotografico.

 

15 June 2016
E-STRAORDINARIO

E’il progetto che dal 2008 porta l’arte contemporanea nel mondo dell’impresa quale strumento didattico e metodologico rivolto alla formazione aziendale. Attraverso un ciclo di workshop artisti di fama internazionale lavorano alla realizzazione di un’opera d’arte con i dipendenti di un’azienda, coadiuvati da un formatore manageriale e da un curatore d’arte contemporanea.
Le opere prodotte nel corso di queste attività di formazione vanno a costituire un “museo diffuso” che coinvolge tutte le imprese che negli anni hanno collaborato con la FEC.
E-STRAORDINARIO ha ottenuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Premio Cultura + Impresa 2014.

25 September 2018
ELENA MAZZI, Mass age, message, mess age, 2018

Titolo: Mass age, message, mess age
Artista: Elena Mazzi
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Diego Agostini – Commitment
Azienda: Business School del Sole 24 Ore
Numero partecipanti: 15
Luogo: Milano
Anno: 2018

Mass age, message, mess age è il titolo del workshop realizzato dall’artista Elena Mazzi con un gruppo di quindici studenti del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole 24 Ore, tenutosi presso la sede milanese in via Monte Rosa. Per questa occasione, la Fondazione Ermanno Casoli – da anni partner della Business School del Sole 24 Ore – ha proposto Mass age, message, mess age (Elica, 2018) in cui i partecipanti, coadiuvati dal curatore e dal formatore aziendale, hanno potuto sperimentare il workshop realizzato nell’azienda Elica alla base del progetto con cui l’artista si è aggiudicata il Premio Ermanno Casoli 2018.  L’obiettivo è infatti quello di far vivere agli studenti un’esperienza formativa sperimentata in ambito aziendale, analizzandone contenuti e modalità.

Mass age, message, mess age, iniziato dall’artista nel 2015 come un work in progress per mettere in luce le dinamiche sottese alle strategie di comunicazione, è un laboratorio che approfondisce le tematiche della trasmissione, ricezione, distorsione ed elaborazione dei messaggi. Il percorso di ricerca di Elena Mazzi parte dallo studio della parola “rivoluzione” nel suo significato più ampio di cambiamento radicale nelle strutture sociali, declinabile in diverse epoche storiche e in numerosi ambiti del sapere, che non può prescindere dall’analisi della comunicazione tra gli individui di una stessa comunità.

Gli studenti hanno lavorato sull’individuazione di parole tratte dal linguaggio manageriale di uso quotidiano, dalle loro esperienze personali di team building e relazioni all’interno della classe, al fine di creare un glossario da utilizzare in un secondo momento della giornata. Divisi in piccoli gruppi, i partecipanti hanno creato dei dispositivi per la comunicazione verbale attraverso l’assemblaggio, creativo ma funzionale, di oggetti costruiti con vari materiali, tra cui pezzi di recupero e riciclo che rappresentano il cuore della produzione di Elica: le cappe.

Le parole scelte e i device realizzati sono stati utilizzati per una performance ispirata al gioco del telefono senza fili, emblematico per la sperimentare cosa succede quando un messaggio viene distorto, confuso o interrotto.

 

14 May 2018
LABICS, VISIONAIR, 2018

Titolo: Visionair
Artista: Labics (Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori)
Project leader: Andrea Di Renzo
Curatore: Marcello Smarrelli
Evento: Fuorisalone 2018
Luogo: Milano
Anno: 2018
Esposizioni: Università degli Studi di Milano – Cà Granda; INTERNI Exhibition House in Motion,16 – 28 aprile 2018 – Via Festa del Perdono 7, Milano

Visionair è il titolo dell’installazione realizzata dallo studio di architettura Labics (Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori) e curata da Marcello Smarrelli, presentata da Elica e FEC all’ultima edizione del Fuorisalone a Milano, parte della mostra INTERNI Exhibition House in Motion, visitabile dal 16 al 28 aprile 2018 presso la suggestiva sede dell’Università degli Studi di Milano, la Ca’ Granda, opera dell’architetto fiorentino Filarete, uno dei primi edifici rinascimentali della città di grande risonanza per lo sviluppo dell’architettura nell’Italia settentrionale.

Visionair è un ‘oggetto segnaletico’, una ‘piccola’ architettura nata da una riflessione sul tema del ribaltamento del punto di vista, concetto alla base delle recenti sperimentazioni portate avanti da Elica. Installata nel cortile della Cà Granda, di cui ne mutua la matrice geometrica e spaziale, si compone di una struttura piramidale in legno rivestita in materiale riflettente che, avvicinandosi, si rivela, lasciando percepire la presenza di uno spazio inusuale al suo interno e trasportando i visitatori in una dimensione surreale e capovolta della realtà. L’atto di varcare una soglia allude all’immaginario della casa, che accoglie e protegge; ma è anche metafora di una grande porta attraverso cui poter accedere ad un universo sconosciuto e suggestivo che prende forma grazie alla video installazione integrata, capace di coinvolgere il visitatore in un’esperienza tanto emozionante quanto originale.

All’interno di Visionair, infatti, uno spazio avvolgente – creato dal video realizzato da Giancarlo Soldi, proiettato a pavimento e riflesso sulle pareti laterali – ha accolto il grande flusso di visitatori proiettandoli in una dimensione visionaria, appunto, offrendo così un’esperienza immersiva unica. Come in un caleidoscopio le immagini video dell’interno sono state scomposte, ribaltate, ricomposte in forme nuove, generando un racconto inaspettato. La scelta di utilizzare materiali specchianti ha dato vita ad un’immagine astratta dell’esterno, mutevole come l’intensità della luce riflessa dall’esterno, sempre soggetta alle variazioni del tempo e del clima.

Guarda il video

18 May 2021
MICHELANGELO PISTOLETTO, LOVE DIFFERENCE, 2015

Titolo: Love Difference
Artista: Michelangelo Pistoletto e Love Difference
Curatore: Marcello Smarrelli
Evento: Natale 2015
Luogo: Headquarter Elica – Fabriano Anno: 2015 Esposizioni: 17 dicembre 2015 – 20 gennaio 2017

Elica Love(s) Difference è il un progetto concepito dall’artista Michelangelo Pistoletto e dall’associazione culturale da lui fondata, “Love Difference”, a cura di Marcello Smarrelli, presentato in occasione delle festività di fine anno da Elica e la Fondazione Ermanno Casoli.

Love Difference è un nome, uno slogan, un annuncio programmatico. Il movimento unisce l’universalità dell’arte all’idea di transnazionalità politica e focalizza la sua attività nell’area mediterranea in quanto in essa si rispecchiano i problemi della società globale. Da una parte la differenza tra etnie, religioni e culture è, oggi, causa di terribili conflitti; dall’altra vi è una drammatica situazione prodotta dalla supremazia dei poteri che producono l’uniformità e il livellamento delle differenze (…) Uniformità e differenza sono i due termini antagonisti che rappresentano la massima tensione conflittuale nell’attuale realtà planetaria. Una politica che porti ad “amare le differenze” è vitale per lo sviluppo di nuove prospettive nell’intera compagine sociale”. (dal Manifesto Love Difference, 2002, in “Journal 7”, Cittadellarte, Biella 2002, p. 47).

Le scritte al neon che componevano l’installazione hanno illuminato la facciata dell’headquarter dell’azienda a Fabriano per oltre un anno. I neon, tutti riportanti un’unica frase: “Love Difference”, ma in oltre 12 lingue diverse, hanno rappresentato un invito al rispetto e alla comprensione reciproca tra le diverse culture, un principio e un ideale sui quali fondare le nostre società.

Il progetto ha rafforzato e sottolineato la stretta collaborazione tra Elica/Fondazione Ermanno Casoli e Michelangelo Pistoletto/Love Difference, avviata con successo in occasione di Breathe Difference, programma di iniziative organizzate presso lo Showroom dell’azienda a Milano durante EXPO 2015.

27 August 2018
Alessandro Dandini de Sylva, ACCIDENTI, 2018

Titolo: Accidenti
Artista: Alessandro Dandini de Sylva
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Marella Caramazza
Azienda: Fondazione ISTUD
Numero partecipanti: 15
Luogo: Milano – Asap Hub
Anno: 2018

Accidenti è il titolo del workshop ideato dall’artista Alessandro Dandini de Sylva e realizzato con quindici partecipanti tra docenti, ricercatori e project manager dell’ISTUD – la più rilevante Business School privata italiana – coadiuvati da curatore e formatore.

Nato da un approfondimento sul fascino dell’errore fotografico, il workshop s’intitola emblematicamente Accidenti. I partecipanti, attraverso una serie di sperimentazioni con pellicole istantanee, hanno affrontato i temi del controllo e della casualità, dell’astrazione e della rappresentazione del paesaggio. Il lavoro è stato incentrato sulla semplicità del percepire visivo e su una pratica di stampa quasi artigianale, punto di partenza per una profonda riflessione sulla natura della fotografia e delle sue possibilità di manipolazione. I paesaggi astratti così realizzati, sono il frutto di un procedimento volto a forzare, rompere e capovolgere l’eterna questione del rapporto tra fotografia, realtà e rappresentazione.

Il workshop si è concluso con l’allestimento della mostra delle fotografie prodotte e incorniciate, che formano un’unica grande opera d’arte costituita da più parti, un segno duraturo che ricorderà ai partecipanti l’importanza di lavorare insieme pur mantenendo ognuno la propria focalizzazione scientifica, elemento fondamentale in un’organizzazione ad alto contenuto professionale e intellettuale come è ISTUD.

15 November 2017
Francesca Grilli, HAND #3 – WORKING CLASS, 2017

Titolo: Hand #3 – working class
Artista: Francesca Grilli
Curatore: Marcello Smarrelli
Committente: Accademia di Belle Arti di Urbino – Dipartimento di Arti Visive
Numero partecipanti: 35 studenti di Arti Visive
Luogo: Urbino – Accademia di Belle Arti
Anno: 2017
Esposizioni: Urbino – Galleria dell’Accademia, dal 31 ottobre al 30 novembre, Faster Than Light di Francesca Grilli (2015); Urbino – Galleria dell’Accademia, dal 4 al 15 dicembre 2017, Hands di Francesca Grilli e 35 studenti.
Conferenza: Urbino – Accademia di Belle Arti, 30 ottobre 2017, Innovare l’impresa con l’arte. Il metodo della Fondazione Ermanno Casoli

Hand #3 è il titolo della working class ideata e condotta dall’artista Francesca Grilli con un gruppo di trentacinque studenti di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, tenutasi presso la sede dell’Accademia e svoltasi nell’ambito del progetto Arte, tra antropologia e orientamento sinestetico avviato nel maggio del 2016 dal Dipartimento di Arti Visive e ideato dal Professore Massimo Vitangeli,  un particolare percorso educativo che ha coinvolto curatori e artisti quali Filippo Berta, Angel Moya Garcia, Andrea Nacciarriti e Eugenio Viola, in esperienze di varia natura, tutte caratterizzate dal coinvolgimento attivo degli studenti.

Divisa in due giornate, la working class è iniziata lunedì 30 ottobre con la conferenza aperta al pubblico Innovare l’impresa con l’arte. Il metodo della Fondazione Ermanno Casoli, in cui il Direttore artistico Marcello Smarrelli ha presentato l’attività della FEC. Nel pomeriggio l’artista ha raccontato il suo percorso e le sue opere spiegandone la scelta poetica e tecnica per poter contestualizzare l’attività pratica proseguita l’indomani, strutturata come un laboratorio di lettura del corpo incentrata sull’interpretazione delle linee della mano, da cui il titolo HAND.

Francesca Grilli ha offerto agli studenti la possibilità di sperimentare quella parte della sua ricerca sui linguaggi che esulano la comunicazione verbale e vedono  protagonista il corpo, con l’intento di far riflettere gli studenti su come il carattere della persona possa essere rappresentato dal corpo, stimolandone una lettura più istintiva e libera. I partecipanti hanno imparato a prendere l’impronta della mano per averne una visione completa di linee, forma, colore, elasticità. In questo, l’artista è stata coadiuvata dall’esperto di archetipi Guido Rossetti che ha supervisionato e guidato gli esercizi di chirometria. Nella fase finale del laboratorio, utilizzando gli elementi di base della chiromanzia appresi durante la giornata, i partecipanti si sono scambiati reciproche letture della mano.

Le due intense giornate tra arte e formazione si sono concluse con l’inaugurazione aperta al pubblico dell’installazione video Faster Than Light (2015), opera in cui Francesca Grilli si concentra sulle fasi che delimitano l’esistenza, l’infanzia e la vecchiaia, scoprendo che esistono creature magiche che ci permettono di rovesciare la società.

Le attività didattiche sono continuate durante tutto il mese di novembre attraverso quattro appuntamenti a cadenza settimanale in cui gli studenti si sono confrontati con Francesca Grilli per effettuare le registrazioni dei loro racconti derivati dalla lettura della mano. I file audio, successivamente elaborati in cinque tracce sonore, sono andati a formare un’opera collettiva dall’evocativo titolo HANDS firmata da tutti i partecipanti e dall’artista stessa inaugurata  il 4 dicembre presso la Galleria dell’Accademia.

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14 March 2017
Ettore Favini, SILLAGE, 2015

Titolo: Sillage
Artista: Ettore Favini
Curatore: Marcello Smarrelli
Azienda: Elica
Evento: Expo 2015
Luogo: Milano
Anno: 2015

Sillage è il progetto dell’artista Ettore Favini ideato per Elica e FEC in occasione di EXPO Milano 2015 e presentato all’interno del padiglione di Save the Children, a sostegno delle iniziative da loro realizzate, sull’educazione e la sicurezza alimentare.

Il titolo del progetto Sillage è tratto dal vocabolario dei profumi: indica la scia che il profumo lascia intorno a noi, capace di superare le barriere e di propagarsi nell’ambiente circostante. In linea con questa definizione, Sillage è stato sviluppato in diverse fasi, la prima delle quali realizzata all’interno dell’orto comunitario del Villaggio Save the Children in EXPO dove tre celebri modelli di cappe Elica (Audrey, Edith, Seashell) sono stati trasformati in vasi per piantare orzo, avena, mandorla, finocchio, anice: piante facilmente coltivabili, capaci di legarsi ai temi da sempre vicini a Save the Children e, più in generale, ai temi dell’EXPO 2015 – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Una volta cresciute, le piante sono state trasformate in essenze per creato una profumazione studiata appositamente per Marie, il diffusore di fragranze di Elica, per il quale Ettore Favini ha realizzato una cover speciale ottenuta dall’elaborazione di un’immagine di natura morta formata dagli ortaggi che compongono la fragranza.

Sillage, l’edizione limitata di Marie per Save the Children con la sua originale fragranza, è stato presentato nell’ambito di una performance a Palazzo Visconti a Milano. Parte del ricavato delle vendite è andata a sostegno della campagna Every One di Save the Children, finalizzata a combattere la mortalità infantile nelle aree più disagiate del mondo.

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25 May 2017
Francesca Grilli, HAND #2, 2017

Titolo: Hand #2
Artista: Francesca Grilli
Curatore: Marcello Smarrelli
Formatore: Piero Tucci – M&D
Azienda: Business School del Sole 24 Ore
Numero partecipanti: 26
Luogo: Milano – Mudec Museo delle Culture
Anno: 2017

Hand #2 è il titolo del workshop ideato dall’artista Francesca Grilli con un gruppo di ventisei studenti della Business School del Sole 24 Ore, coadiuvati dal curatore e dal formatore aziendale, tenutosi presso il Mudec – Museo delle Culture di Milano. Per questa occasione, la Fondazione Ermanno Casoli – dal 2012 partner della Business School del Sole 24 Ore – ha riproposto Hand, realizzato nel 2015 con un gruppo di  imprenditori, allo scopo di far vivere agli studenti l’esperienza formativa già sperimentata in ambito aziendale, affrontandone e analizzandone contenuti e modalità.

Il workshop era strutturato come un laboratorio di lettura del corpo con un focus  particolare sull’interpretazione delle linee della mano, da cui il titolo Hand. Le mani parlano di noi: sono una delle parti del corpo più usate per comunicare, suggellano nuove conoscenze e patti, sono strumenti perfetti di lavoro. L’attività ha previsto una prima fase pittorica in cui i partecipanti, attraverso il colore, hanno imparato a prendere l’impronta della mano per avere una visione completa di tutte le sue linee. Nella seconda parte si è svolto uno studio sulla mano stessa: forma, colore, morbidezza, sensazione al tatto, elasticità. L’intento dell’artista, coadiuvata da un esperto di chiromanzia, è stato quello di far comprendere ai partecipanti come il carattere della persona possa essere rappresentato dal corpo, stimolandone una lettura più istintiva e libera. Nella fase finale del laboratorio, attraverso gli elementi di base della chiromanzia appresi durante la giornata di lavoro, i partecipanti si sono scambiati reciproche letture della mano: le diverse storie sono state raccolte in una traccia sonora che, accompagnate dall’impronta della mano, hanno composto l’esito finale del workshop, un’istallazione di suoni e immagini realizzata da artista e partecipanti.

L’esperienza è servita a lavorare sul valore del cambiamento e della rottura degli schemi e sull’importanza della comunicazione all’interno dell’azienda come strumento necessario per il lavoro di squadra.

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