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14 October 2013
Premio Ermanno Casoli XIV edizione, Danilo Correale THE GAME

La Fondazione Ermanno Casoli ha il piacere di annunciare che il vincitore del XIV Premio Ermanno Casoli è il giovane artista Danilo Correale. L’iniziativa è a cura di Marcello Smarrelli, direttore artistico della FEC, e gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Attraverso il Premio la FEC rivolge una commissione a un artista – scelto su indicazione del direttore artistico e con l’approvazione del Comitato Scientifico – offrendogli la possibilità di relazionarsi con una o più aziende e con le persone che vi lavorano. Se finora il Premio si è svolto nelle Marche – dove la Fondazione è nata – coinvolgendo i dipendenti del Gruppo Elica a Fabriano, un’importante novità caratterizza questa XIV edizione: la Fondazione ha infatti accolto l’invito della città di Siena a realizzare il progetto del Premio nell’ambito delle attività volte a sostenere la candidatura di Siena a Capitale Europea per la Cultura del 2019. Un ruolo di rilievo all’interno di un ampio progetto, il cui scopo è “ricostruire – come spiega Pier Luigi Sacco, Direttore di Candidatura e membro del Comitato Scientifico della FEC – un nuovo modello di sviluppo locale fondato sulla cultura come piattaforma di innovazione sociale, in grado di coinvolgere nel profondo la comunità in un percorso di cambiamento”.
In questo contesto la collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli, da sempre impegnata a portare l’arte nel mondo dell’impresa, è sorta in modo naturale. Con il Premio la FEC promuove il lavoro di artisti la cui ricerca si basa sull’interazione fra ambiti e discipline differenti, sulla capacità di scardinare convenzioni e comportamenti acquisiti, su una concezione dell’arte come modello etico di comportamento in grado di incentivare l’innovazione in ambienti sociali e organizzativi.

Il progetto di Danilo Correale, dal titolo The Game, coinvolge i dipendenti di tre aziende storiche del territorio senese: ColleVilca srl, specializzata nella lavorazione artigianale e nella produzione del cristallo eseguita da maestri vetrai; PR Industrial Srl, multinazionale metalmeccanica impegnata nella produzione di generatori di energia e di macchine per movimentazione logistica; Trigano Spa, leader in Italia nel settore dell’autocaravan. Partendo da una riflessione critica sul modo di operare del modello sociale dominante e su come la crisi economica stia modificando ogni ambito della nostra società, da quello politico a quello culturale, l’artista s’interroga su una forma di aggregazione capace di stimolare sincera affettività oltre la partecipazione, al di fuori delle ideologie, delle competizioni e delle regole a cui siamo soggetti. Danilo Correale trova nello sport, in particolare nel calcio, una tensione che non ha mai smesso di generare condivisione, e spiega: “Un campo da gioco è la metafora delle relazioni umane. Pier Paolo Pasolini amava parlare del calcio come dell’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo, come rito ed evasione. Allo stesso modo il calcio è performance, cinema, linguaggio, richiede capacità di improvvisazione, sensibilità e fair play in una dialettica che non può mai fermarsi nell’arco dei novanta minuti”.
Questo progetto s’inserisce in un più ampio ciclo di ricerca iniziato nel 2011 in Nord Africa, dove l’artista ha studiato il rapporto tra musica rap e rivoluzione, proseguito in Colombia dove al centro sono stati il ballo della salsa e la protesta.

I protagonisti di The Game saranno i dipendenti delle tre aziende partner, invitati a costruire l’intera struttura del progetto – una partita di calcio a tre porte – partendo dalle regole del gioco fino alla gestione economica dell’evento. Un processo che vedrà impegnato l’artista in una serie di incontri in un camper attrezzato a ufficio mobile, nel quale verranno discussi e decisi i vari aspetti del torneo: dalla formazione delle squadre agli schemi da adottare, dalla scelta di simboli e divise, fino all’organizzazione delle tifoserie.

L’idea del calcio a tre porte è nata dalla teoria di Asger Jorn, pittore danese legato al movimento situazionista, il quale teorizzava un modello comportamentale e linguistico dove prevalesse un confronto trialettico, che andasse oltre il brutale antagonismo e stimolasse la cooperazione e la formazione di alleanze strategiche elastiche. Le regole del calcio a tre porte potranno essere re-inventate e improvvisate e, oltre alla forma del campo (necessariamente esagonale), non ci saranno fuorigioco né norme scritte invalicabili.

L’evento sportivo/performativo avrà luogo nel mese di dicembre presso lo stadio di Colle di Val d’Elsa. L’intero processo verrà documentato in un film mediometraggio che sarà presentato al pubblico, sempre a Colle di Val d’Elsa, nel febbraio 2014. Il film sarà inoltre installato nelle sedi delle tre aziende coinvolte.