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Accetto i termini e condizioni della Fondazione Ermanno Casoli

23 August 2022
FECincontra Marcello Smarrelli

Intervista a Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli e una delle tre firme del nuovo volume Innovating Business with Art, edito da Egea.

 

Da storico dell’arte non potevo non considerare come il ruolo di formatore sia insito nella natura stessa degli artisti, dove il più esperto introduce i più giovani ai rudimenti di un mestiere che prevede grandi doti imprenditoriali, straordinaria manualità ed immensa cultura“.

 

Cosa spinge un curatore a scrivere un libro sull’innovazione in azienda? Quale obiettivo ha il libro?

Quando nel 2007 sono stato chiamato da Francesco Casoli a ricoprire il ruolo di direttore artistico della neonata Fondazione Ermanno Casoli, che a tutt’oggi ha sede nell’headquarter Elica di Fabriano, mi sono chiesto che cosa potesse fare l’arte per il mondo aziendale piuttosto che, come spesso avviene, il contrario. Studiando la situazione, ho scoperto quanto la formazione fosse importante per le aziende e in quanti modi diversi si possa fare. Da storico dell’arte non potevo non considerare come il ruolo di formatore sia insito nella natura stessa degli artisti, dove il più esperto introduce i più giovani ai rudimenti di un mestiere che prevede grandi doti imprenditoriali, straordinaria manualità ed immensa cultura.

Il libro nasce da questi quindici anni di esperienza e si propone di diffondere buone prassi nell’organizzazione di interventi artistici nelle imprese, discutendo gli approcci teorici più attuali sul rapporto tra arte e azienda. Un testo che si rivolge sia alla comunità manageriale che a quella artistica, con l’intento di attivare un dialogo autentico e di collaborazione, superando la logica dell’impiego dell’arte in azienda come semplice evento one-spot con fini promozionali. Inoltre, è stata analizzata l’applicazione del metodo messo a punto dalla Fondazione Ermanno Casoli negli anni, all’interno di importanti multinazionali, confrontandola con simili esperienze in ambito internazionale.

In cosa si distingue il metodo della FEC?

La nostra attività di formazione attraverso l’arte contemporanea si può considerare un unicum per il tipo di coinvolgimento degli artisti all’interno di percorsi formativi da noi ideati, che vedono la presenza, con ruoli equivalenti, di tre figure professionali: artisti, formatori aziendali e curatore. L’obiettivo principale delle nostre attività è la realizzazione di un’opera d’arte a più mani. Siamo stati i primi a produrre opere con questo metodo, successivamente acquisite dai musei pubblici per le loro collezioni o inserite in grandi manifestazioni internazionali. Due esempi per tutti: The Game – Una partita di calcio a tre porte di Danilo Correale realizzato con i dipendenti di ColleVilca, Pramac e Trigano acquisito dal Museo Madre di Napoli; Disguise di Yang Zhenzhong, realizzato con i dipendenti di Elica Cina, presentato alla XI Biennale di Shangai 2016.

Negli anni, grazie a tutte le opere d’arte prodotte con questo metodo, con la partecipazione degli artisti e dei dipendenti di decine di aziende sparse nel mondo, abbiamo costruito una collezione molto speciale che ha trovato una sua prima lettura critica nel testo Global Corporate Collections edito da DAAB Media (2015).

Alla base delle attività promosse dalla Fondazione Ermanno Casoli c’è la convinzione che l’arte contemporanea, in quanto attivatrice di pensiero, contribuisca a rompere i paradigmi tradizionali del sapere comune, permettendo alle persone che si avvicinano ad essa di prendere confidenza con uno stato mentale ed emotivo che porta al manifestarsi di una possibilità inattesa. Con l’arte contemporanea si possono attivare percorsi formativi fortemente democratici e questo la rende uno strumento particolarmente adatto a creare contesti esperienziali aperti e innovativi che innescano originali processi d’innovazione, rafforzando la creatività e la coesione sociale.

Cenni biografici

Storico dell’arte e curatore, ha collaborato regolarmente con le principali riviste di settore, ha curato numerosi progetti d’arte pubblica e mostre in spazi pubblici e privati. Membro e presidente di giuria di molti premi nazionali e internazionali per l’arte contemporanea, è ideatore e curatore del Premio 6Artista. Dal 2007 è direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli, dal 2011 della Fondazione Pastificio Cerere, dal 2015 Curator at large presso la Fondazione Memmo Arte Contemporanea, dal 2016 è Consigliere artistico della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive Pesaro. Nel 2014 il progetto E-STRAORDINARIO, il format ideato per la Fondazione Ermanno Casoli, basato sulla cooperazione tra artisti e impresa per la formazione aziendale, si è classificato primo al Premio Cultura+Impresa.

Il libro è disponibile in tutte le librerie e su www.egeaeditore.it